Feeds:
Articoli
Commenti

La notizia:

la mostra dedicata a Grace Kelly

Gli anni di Grace

Una mostra alla fondazione Memmo di Roma, in programma fino a febbraio 2010, ripercorre la biografia della stella di Hollywood che divenne principessa di Monaco. Abiti, immagini inedite, lettere e copertine di tutto il mondo, per riscoprire il mito della bionda di ghiaccio che stregò Hitchcock e il principe Ranieri
Servizio di Laura Muzzi

[22 ottobre 2009]

http://espresso.repubblica.it/style_design/archivio/16044660?ref=rephpsp2

Il commento: Grace Kelly era una donna notevole: star, principessa,  madre e moglie perfetta, icona di stile (anche morale): ha fatto bene, con impegno e rispetto, quello che la vita le ha proposto nei diversi ruoli che ha vissuto.

Grace Kelly è stata una  grande attrice di cinema, a Hollywood, musa di un grande come Hitchock, poi è stata una moglie e una madre attenta e una principessa “normale”, ha vissuto senza mai mancare di rispetto alle persone e al proprio ruolo, con grande dignità.

La sua frase celebre, che il documentario ricorda, è di una normalità confortante. Ci sono donne, grandi donne, che sanno semplicemente vivere e amare. E’ m0lto, se pensiamo alla condizione delle donne e della cultura nel nostro paese e in giro per il mondo, oggi. Un esempio per tutte le donne, Grace. Donna eccezionale, donna normale.

“”Vorrei che mi si ricordasse come qualcuno che compiva delle buone azioni, gentile, benevola con gli altri. Vorrei che rimanesse la memoria di un essere umano che si comportava in modo giusto e che cercava di aiutare gli altri”.

Semplice, verissimo. Detto da una principessa…certo, lo so, bella, ricca, circodata di belle cose e possibilità per lei la vita era più facile che per le donne comuni, però, attenzione, le insidie stanno anche in questa ricchezza di opportunità. Grace ci aiuta, come molti esempi di altre donne, a corroborare l’idea di donna che ci piace. Sono tante le donne che ci piacciono. Belle, intelligenti, colte, impegnate, vive, intense.

donneoffesedalpremierlegambiente

Donne offese dal Premier italiano.

Ecco alcune delle dirigenti regionali e nazionali di Legambiente, la più grande associazione ambientalista italiana, la mia associazione.

Non ero fisicamente con loro a Roma, il giorno dello scatto della foto, ma le abbraccio e condivido.

Le donne di Legambiente, vorrei lo sapesse il nostro Premier, si dividono tra dolcezza, forza, intelligenza, figli, famiglia e l’impegno politico ambientalista nell’associazi0ne.

Personalmente posso testimoniare centinaia di occasioni dove ho misurato il maschilismo diffuso in Italia. Sul lavoro ma anche nella società civile, spesso anche a sinistra, ebbene si.

La cultura maschilista, volgare, superficiale e sessista del nostro paese sta peggiorando con la Presidenza del Consiglio di questo premier.

Le offese a Rosi Bindi nel corso di una incredibile puntata della trasmissione televisiva “porta a Porta”, con un conduttore (Bruno Vespa) che ha assorbito in quasi silenzio come gli altri maschi presenti l’offesa del Premier alla donna, avversaria politica e Vice Presidente della Camera dei Deputati, Rosi Bindi, è stata incredibile.

W le donne intelligenti e complesse e W la cultura del rispetto e della complessità.

La notizia: dal web, in difesa del rispetto delle don.

tratto da http://www.repubblica.it/2008/12/gallerie/tecnologie/lapdancer-yahoo/1.html

“Donne e informatica, un binomio pericoloso. Lo ha scoperto il motore di ricerca Yahoo!, organizzatore dell’Open Hack Day di Taiwan. La conferenza dedicata agli sviluppatori di applicazioni web, che si tiene ogni anno nell’isola asiatica, ha per la prima volta visto la partecipazione di alcune ragazze immagine che si sono esibite in balletti e performance provocatorie. Le foto scattate dai partecipanti hanno però fatto infuriare i blogger, offesi dall’immagine denigratoria che è stata offerta delle donne, lontana dalla cultura geek. Sommerso dalle critiche, giunte anche dalla fondatrice del sito Flickr Caterina Fake, i responsabili di Yahoo! hanno ufficialmente chiesto scusa dal blog della manifestazione”

Il commento: giusto protestare. Protestiamo ogni volta che possiamo. Il coporo delle donne non è una merce. Le aziende devono smetterla di usarci nelle convention. I corpi non sono “cose”, sono carne pulsante, abitata da spessore e dinamica. Le donne devono avere molto più coraggio nel dire NO e nel protestare. Ma soprattutto i maschi devono dire NO, i maschi sono sempre silenziosi. Inaccettabile.

Comunicati stampa

16/10/2009 12:53 Scorta per Roberto Saviano

Legambiente: “Solidarietà e sostegno allo scrittore di Gomorra”

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà e vicinanza a Roberto Saviano, vittima di un attacco becero e inopportuno. Gli siamo grati per quanto ha fatto e continua a fare, per aver sacrificato la sua vita, una vita normale alla lotta alle ecomafie”.

Così Legambiente ha espresso il suo sostegno all’autore di Gomorra, in seguito alle dichiarazioni del capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, che ha messo in dubbio la reale necessità dell’assegnazione della scorta per Saviano.

“Legambiente ha avuto modo di verificare l’importanza del lavoro di Saviano per combattere la camorra e far crescere nell’opinione pubblica lo sdegno nei confronti della mafia – ha dichiarato Sebastiano Venneri, vicepresidente nazionale di Legambiente. Esprimiamo, pertanto, a lui tutto il nostro sostegno e affetto, affinché non sia lasciato solo nella denuncia quotidiana della criminalità organizzata”.

Sottoscrivo. Questo paese ha bisogno di Roberto Saviano e Roberto Saviano ha bisogno di tutti noi, ha diritto di avere la nostra riconoscenza. Saviano denuncia in modo adeguato la mafia. Lo fa con arte, oltretutto. In questo Paese è considerato giusto da troppi che dei ragazzotti viziati prendano un sacco di soldi per fare i calciatori o che donnine guadagnino un mucchio di denaro per fare le veline o le show girl. Se uno invece denuncia la mafia e per  questo ottiene  anche la fama (triste fama) , ci sono persone che vorrebbero danneggiarlo. Pazzesco. Un paese alla rovescia. GRAZIE ROBERTO SAVIANO. HA DIRITTO ALLA SCORTA, DELLA QUALE FAREBBE A MENO, SE SOLO POTESSE VIVERE SENZA PERICOLO.

La notizia sta sotto. Il mio commento: questa mossa è molto brutta, intimidatoria e del tutto volgare e inaccettabile.  Un magistrato condanna la Fininvest a pagare una multa di 750 milioni di euro al Gruppo De Benedetti per aver causato un danno di chanche nel Lodo Mondadori, dopo un regolare pronunciamento civilistico. Berlusconi minaccia “Su quel giudice ne vedremo delle belle”. Una settimana dopo infatti la principale rete tv del premier e della sua famiglia lo segue, lo filma di nascosto e lo manda in tv con con immagini e commenti insensati ma ad uso di intimidazione. Vergogna.  Solidarietà ai magistrati indipendenti. Da giornalista dico: questo non è giornalismo, ma viltà e minaccia. Il giornalismo è raccontare le notizie. Il colore dei calzini di una persona non è una notizia. Seguire un magistrato che ha emesso una sentenza avversa al proprio capo, di nascosto e con una telecamera è senza alcun dubbio un atto di intimidazione e denigrazione pura.  Al solo servizio del capetto, Mister B.

ROMA - Scoppia il caso Mesiano. Dopo il servizio mandato in onda su Canale 5 sulla vita privata del giudice della sentenza Fininvest-Cir, il presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana Roberto Natale accusa Mattino 5 di “pestaggio mediatico”. Far seguire il magistrato dalle telecamere mentre si fa radere dal barbiere o fuma una sigaretta seduto su una panchina di un giardini pubblico è, per il segretario dell’Associazione nazionale dei magistrati “una vergogna, un’intollerabile intromissione nella privacy di una persona”. E’ bufera dopo la trasmissione di ieri. Giuseppe Cascini, segretario di Anm, grida allo scandalo su Repubblica tv: “Sono esterrefatto e indignato. E’ una vergogna. Dove arriveremo? Definire stranezze il fatto che una persona fuma o sottolineare il colore dei suoi calzini. Distruggere così l’identità di una persona è inqualificabile”, continua il segretario di Anm. “Questa campagna mediatica deve finire. Intervenga il Garante della privacy”. Anche il presidente della Fnsi è altrettanto duro nei confronti dei giornalisti di Canale 5, e si domanda, “visto che il Presidente del Consiglio continua a deprecare l’uso criminoso della tv, ancora una volta tirando in ballo a sproposito Annozero, come considera l’uso della tv che è stato fatto ieri mattina dalla più importante rete Mediaset?”

Roberto Natale spiega: “Mattino 5 ha mandato in onda un servizio su Raimondo Mesiano che rassomiglia molto ad un pestaggio mediatico. Ci sembra un tema ben più rilevante che non le minacce di ritorsione sul canone Rai al solito segnate dal suo clamoroso conflitto di interessi”. Lo scoop di Canale 5 si basa su un video di pochi minuti sulla vita privata del magistrato che, non più tardi di due settimane fa, ha condannato il gruppo Fininvest a risarcire alla Cir di Carlo De Benedetti 750 milioni di euro, per l’annullamento del lodo Mondadori risolto nel 1990 a favore del gruppo Fininvest in cambio di mazzette versate ad alcuni giudici romani. Il video ritrae di nascosto l’interessato, mentre esce di casa e passeggia per le vie di Milano. Le immagini si soffermano sul giudice seduto sul seggiolone del barbiere, con la schiuma da barba sul viso. Il reporter commenta: “Forse non sa ancora che il Csm lo sta “promuovendo”. Il riferimento è all’avanzamento di carriera ottenuto da Mesiano, due giorni fa, dal Csm. Un naturale avanzamento di carriera in base all’anzianità che però il centrodestra ha subito tradotto come “la ricompensa per l’attacco a Berlusconi”. “Lui va avanti e indietro”, ripete, ancora, la voce fuori campo della giornalista. Poi, poco prima di concludere il servizio, la scena cambia e si concentra su “un’altra stranezza: guardate il giudice seduto su una panchina. Camicia, pantalone blu, mocassino bianco e calzino turchese. Di quelli che in tribunale non è proprio il caso di sfoggiare”.

Claudio Brachino, conduttore di Mattino 5 e direttore di Videonews si difende: “Non c’era alcuna malizia ma solo il senso televisivo di dare un volto a un personaggio che la gente non conosceva di persona”.

Articoli precedenti »