Convivenza con l’orso bruno: convegno del WWF al Parco dello Stelvio

Si è concluso oggi, dopo tre giorni di lavori, il Convegno internazionale del WWF sulla possibile convivenza fra uomini e orsi. Si è svolto alla Casa del Parco Nazionale di Prato allo Stelvio, aquaprad.

Ho partecipato ai lavori, come inviata dei quotidiani Alto Adige e Trentino e grazie alle mie conoscenze quale ecologista storica, ho potuto partecipare anche ai lavori della piattaforma Ursina, progetto internazionale di ricerca, lavoro e sensibilizzazione del WWF sull’orso bruno. Sono emersi i problemi innanzitutto biologici, della possibile unione in una metapopolazione delle popolazioni separate presenti in Europa, dalla Grecia, alla Slovenia, fino alle montagne cantabriche della Spagna. Ci sono rilevanti barriere fisiche (anche se fa ben sperare che un orso in Trentino abbia superato per la prima volta la barriera fisica dell’autostrada del Brennero per trasferirsi prima in Vallarsa e forse ora in provincia di Vicenza) e barriere culturali. Questo è evidente anche dalla freddezza del Parco dello Stelvio, riservata anche alle linci, e della Provincia di Bolzano. Altro problema sono i conflitti per le predazioni delle greggi, a causa del fatto che oggi nelle Alpi gli allevatori, sterminati i grandi carnivori, hanno disimparato a custodire le greggi, che spesso stanno anche di notte al pascolo da sole anche molto lontano dai proprietari. La Provincia di Trento ha finalmente capito (in ritardo) che questo è un errore, e sono stati acquistati due cani di avversione all’orso con l’intenzione di testarne l’efficacia e di farli poi riprodurre. Anche in Svizzera si sta sperimentando questo ritorno all’antica competenza, proprio da parte del WWF, con successo. Anche gli asini sembrano essere capaci di tenere lontano l’orso. Interessante anche l’esperienza raccontata dal faunista Peter Sturth, tedesco, che lavora in diversi paesi, compresa la Romania. Proprio qui vi è un territorio, turistico, con circa 500.000 presone residenti e almeno 25.000 pecore, dove vivono circa 60 orsi, senza incidenti e conflitti. Qui infatti la popolazione è abituata al passaggio degli animali selvatici, come linci, lupi e cinghiali, e non ha paura. Altro caso positivo, la Spagna, dove vivono orsi nei Pirenei, dove però le greggi restano incustodite spesso, da quando non vi sono più lupi (come nelle Alpi italiane) e ci sono ancora venti predazioni di pecore all’anno da orsi, e nei monti cantabrici, dove invece il lupo c’è sempre stato e l’orso è stato reintrodotto dalla Slovenia, e qui le greggi sono invece custodite, anche con cani da guardiania, e infatti le predazioni da orsi si sono ridotte quasi a zero.

Il WWF userà alcuni strumenti, come una mostra itinerante sull’etologia dell’orso e sui rischi portati dall’uomo stesso, come trekking di sensibilizzazione, come una Panda Mobil, per fare cultura ed educazione alla convivenza. Inoltre saranno impiegati anche degli speciali personaggi stile avvocati dell’orso, per mediare nelle zone dove vi sono dei conflitti fra gli umani e l’orso. Resta che il lavoro che si sta facendo in Trentino deve essere potenziato. Era presente anche il veterinario Toni Theus, che ha seguito l’orsetto Jj3 fino alla decisione di abbatterlo. Ha raccontato che effettivamente il suo comportamento era diverso e peggio di quello di Jurka, perchè lui continuava a predare pecore, sbranandole vive, mangiandole a pezzi mentre queste camminavano, e che poi si nutriva di rifiuti, soprattutto. Anche la dissuasione ripetuta non è servita, anche se per ammissione di Toni in Svizzera ci hanno provato poi non tanto con la dissuasione. Io resto dell’idea che questo non giustificasse la sua uccisione. Come non è giusto che Jurka sia stata imprigionata, non era pericolosa.

Quello che serve soprattutto è sviluppare e diffondere una cultura del rispetto per gli animali, e per l’ecosistema. Senza di essa non avremo mai una popolazione vitale di orsi nelle Alpi, che significherebbe avere circa 40-60 animali. Oggi abbiamo orsi solo in Trentino, stabili. Sono accertati 25-30 orsi. Nel 2008 abbiamo la certezza genetica che Daniza abbia tre cuccioli, e pare che altre due orse abbiano cuccioli.

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One thought on “Convivenza con l’orso bruno: convegno del WWF al Parco dello Stelvio

  1. Le problematiche relative agli orsi in Trentino sono poco diffuse se non per gli aspetti che fanno “notizia”. Sono invece molto interessanti le analisi sulle memorie perdute ed è un bene che la comunità scientifica si adoperi per un loro recupero. Continua a tenerci informati!

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