Addio Walter Micheli

Walter Micheli, protagonista della migliore stagione politica del Trentino, è morto per un malore su un sentiero di Luson, in Sudtirolo, nelle sue amate montagne.

Fu un efficace ambientalista, intellettuale, scrittore, socialista, segretario del PSi di Trento negli anni settanta, sindacalista, Vice Presidente della Giunta provinciale per due volte e Assessore all’Ambiente e Territorio dal 1985 al 1994, è stato il creatore della Legge sui parchi (1988) e fece avviare l’operatività dei Parchi Adamello Brenta e Paneveggio-Pale di San Martino stesso, fu padre della Legge sui biotopi e sulla Valutazione d’Impatto Ambientale, padre del primo Piano Acque del Trentino e del Piano Urbanistico del 1987, dopo la tragedia di Stava che tanto ci ha insegnato. E’ stato dopo la sua uscita dalla politica istituzionale instancabile uomo di cultura e umile volontario in Italia Nostra e fondatore di Società Aperta e Costruire Comunità. Lo ricordo, per me che fu padre spirituale, con immenso dolore e un senso di vuoto e di perdita inconsolabile.

Le lucciole, caro Walter, sono qui nei prati di montagna. Mi ricorderanno come resistere, in tua assenza. Eri il migliore, colto, attento, mite, pieno di energia.

La morte sul sentiero delle nostre montagne ti ha strappato immediata, senza repliche, come un cambio di cielo nei temporali alpini, alla nostra ricerca di grandezza, alla ricerca di andare oltre, per il bene comune. Senza di te, mio padre spirituale, che hai tracciato la lettura del territorio,  non so come troverò il giusto passo.

Tu eri la geografia morale del Trentino, scritta nei testi e nel lavoro sul campo, da uomo delle Istituzioni e da uomo delle associazioni. Con la tua guida ho partecipato alla fondazione di Costruire Comunità, nella speranza di avere un luogo politico attento all’ambiente. Insieme ai tuoi lucidi testi ho trascorso alcuni dei giorni più densi della vita: a scrivere le osservazioni all’ultimo discutibile Piano Urbanistico Provinciale.

Tu avevi scritto prima un grande Piano Urbanistico, legge fondamentale che forma la costituzione materiale di un territorio, e nuovi strumenti di gestione ambientale vent’anni fa, con una visione strategica all’avanguardia. Del fango tragico di Stava avevi fatto materia di progresso normativo e ideale. La tua idea, la nostra idea era che la comunità deve lavorare in cooperazione competente per abitare con qualità il territorio e preparare il futuro. Eri un federalista esigente e solidale. Hai ricostruito la storia autentica dell’ Autonomia trentina, radicata nelle antiche Carte di Regola, nel senso del limite della società rurale e nelle battaglie liberali. E’ stata una storia feconda, nei periodi migliori. Per te la Regione era il quadro storico e ideale di convivenza fra etnie nell’ambito più ampio dell’Europa. Io, nata sudtirolese, non potevo non seguirti. Il tuo monito era che Autonomia significa innanzitutto responsabilità e partecipazione. Oggi si è smarrito molto di questa visione, dotata del senso del limite ambientale e di ampiezza di respiro.

Su richiesta di tanti tuoi amici, avevi iniziato a scrivere la storia del Trentino dal punto di vista dell’evoluzione del paesaggio, del territorio, dell’ urbanistica. Lo avevi promesso a tutti noi. Tu, meglio di tutti, potevi riuscire nel lavoro complesso di restituzione storica e territoriale, tu che ci hai regalato i Parchi e i biotopi, terre promesse di spazio per le lucciole e per le reti della vita. Tu, attento e lucido, ci hai insegnato a guardare dalla prospettiva rigorosa che mantiene diritta la schiena dei popoli.

Il 25 aprile del 2008 la tua netta orazione in memoria della lotta per la libertà dell’Italia, nel sessantesimo anniversario della Costituzione, ha toccato uno dei nodi cardine del tuo pensiero: unità delle menti e della volontà politica, attorno al valore morale del bene comune, per l’equità. A partire dal lavoro, questo era il tuo socialismo.

Ora Walter, ci spetta di proseguire con ancora maggiore fiducia e forza, alla ricerca di una nuova civiltà della montagna. Ci hai trasmesso parte della tua nobile solidità e sobrietà. Senza di te ci sentiamo più soli, molto più soli. Seguirò le forme delle dorsali alpine per ricomporre l’equilibrio sicuro che tu eri per noi.

Addio Walter. Grazie di essere stato in Terra con noi. Saremo per te custodi della metamorfosi.

Maddalena Di Tolla Deflorian

3 giugno 2008

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