Magnadora: tangentopoli autonomista in Trentino

Nelle ultime settimane la comunità trentina ha appreso attonita (ma non veramente sorpresa) attraverso i media le sempre più inquietanti e dettagliate notizie della tangentopoli trentina, che ormai da un paio d’anni si sospettava fortemente esistere, e che è incarnata perfettamente nel suo spirito politico e umano dal personaggio tipo di questa sporca vicenda. L’uomo di cui parlo è l’ex Assessore provinciale plenipotenziario ai Lavori Pubblici (amorevolmente detto dagli ambientalisti Assessore al cemento o alle piste da sci), ai Rifiuti (o altrimenti detto Assessore all’inceneritore) e alle Autonomie locali (e qui entra in gioco la famosa magnadora) Silvano Grisenti, esponente di spicco della ex Margherita trentina, avversario politico da qualche tempo del Presidente della Giunta Dellai, vincitore dell’ultimo Congresso della Margherita locale,  Presidente da non molto  della Autostrada del Brennero A22, carica ricevuta quando fu allontanato dalla Giunta, premiato per aver male operato con la Presidenza di un costoso Ente, e oggi inquisito nell’indagine aperta dalla magistratura trentina. Emerge in sintesi che alcuni dei più grossi costruttori edili trentini pagavano alacremente tangenti e facevano donazioni a vari enti per essere favoriti negli appalti pubblici dai politici. Risulta indagato anche incredibilmente (chi pensava che gli Uffici della Provincia fossero del tutto trasparenti??) il Capo dell’Ufficio Appalti della Provincia, che si è dimesso per fortuna e per decenza.

Tra gli imprenditori incarcerati e interrogati, spicca il nome Collini, che ha per il vero cantato assai, ed è il blasonato nome della stessa impresa di vari appalti assai sostanziosi e discussi anche a livello ambientale, e protagonista della vita economica e politica di una delle valli più ricche e controverse del Trentino, la Rendena di Madonna di Campiglio. Spicca anche il nome di uno dei progettisti più gettonati e discussi, Angelini. Spicca anche il nome dell’ex Presidente della Compagnia delle Opere, avvocato Todesca, incarcerato e interrogato a lungo. Così come ritorna il nome dell’ex Presidente della Giunta Provinciale Mario Malossini, ora transitato al Centro Destra.

Silvano Grisenti, già famoso in quanto politico navigato e portatore di un sacco di soldi, era salito agli onori delle ribalte per avere in una telefonata espresso il magnifico concetto autonomista e very local di “magnadora”, che rende assai meglio del vetusto concetto di tangentopoli, perchè con quel simpatico vezzo dialettale esprime invero la paurosa pochezza, l’arroganza manifesta, lo strafottere di una classe politica deludente, incompetente che sta dirigendo il Trentino verso un futuro incerto e ambiguo.

Veniamo al nocciolo della questione: il Trentino ha due facce contrapposte. Una faccia orientata alla qualità e al futuro, declinata nelle città e nelle pianure: è il Trentino della ricerca scientifica, della tecnologia, dell’investimento in formazione e qualità, dell’ alta cultura, esemplificato bene nella nostra ottima Università , nei milioni spesi negli Enti di Ricerca e nei Musei, come nel progetto del Nuovo Museo della Scienza, oppure dal Festival dell’Economia, dal FilmFestival o dai Parchi naturali, nel consorzio Habitech sull’edilizia ecologica eccetera. L’altra faccia e l’altra anima, quella nera, resta appesa alle valli, condannate così a restare indietro, a zavorrare il sistema con magnadore, scandaletti, grossi capitali bloccati su vecchie linee economiche ormai sature, come il turismo di massa, gli impianti di risalita e l’innevamento artificiale anche in stazioni senza futuro (Brentonico-Polsa, Bondone) o addirittura fallite, e così via.

La magnadora è figlia della direzione sbagliata impressa nelle valli , figlia del premiare gli “adeguati” , non i brillanti, gli intelligenti, i  lucidi, i capaci di nuove prospettive, e infatti l’impresario simbolo della magnadora (Collini) proprio da una valle stoltamente attaccata al denaro facile di alberghi altisonanti e piste da sci proviene, la Rendena. Altro simbolo e altro sintomo: il Sindaco del Comune più importante della Valle, Pinzolo, è stato eletto a pelo dopo una dura campagna elettorale centrata sulle alleanze a livello provinciale e sullo scontro intorno alle grandi opere e al modo di gestire gli investimenti. E l’uomo politico simbolo (verificherà la Magistratura la sua posizione) di questa istruttiva vicenda è proprio l’Assessore uomo-forte, arrogante, figlio del Trentino che crede ancora che poichè siamo stati poveri, adesso meglio approfittare del tutto e subito.

Fra pochi giorni si vota in Trentino, per le elezioni provinciali. Il leader, molto discusso e in declino, del centro sinistra è ancora il Dellai uscente che reca la responsabilità di aver permesso e di fatto anche favorito l’affermarsi del peggio e di aver sempre isolato le anime indipendenti e critiche. L’uomo che ha spacciato un finanziamento di 78 milioni di euro al collegamento impiantistico Pinzolo-Campiglio come investimento sulla mobilità sostenibile e che ha scelto Grisenti come suo Assessore di punta, l’Assessore con maggiori soldi da spendere e grandi responsabilità verso le Autonomie locali, l’uomo che ha messo questo politoco, oggi indagato della magnadora, al vertice di una impresa delicatissima come A22 proprio nel momento in cui le politiche sul trasporti delle merci e sullo spostamento gomma-rotaia diventavano cruciali. Dare il trasferimento gomma-rotaia nelle mani di Grisenti era come consegnare i pupazzetti all’orco cattivo: lui adora le strade, investire sulle opere rende di più in termini elettorali (e forse di tangenti??) che non investire sulle competenze e sulla innovazioni. Dall’altra parte purtroppo il leader della coalizione sfidante, il Centro destra, che è il senatore Divina, e’ l’uomo che ha voluto far sapere che al suo matrimonio non ci poteva essere musica zingara. Il suo partito è quello che negli anni ha espresso la peggiore, più retrograda, idea di autonomia e di territorio mai sentita qui.

I cittadini dunque devono riprendersi la responsabilità dell’Autonomia, cercare di guidare le scelte politiche a tutti i livelli verso la qualità, la pubblicizzazione delle scelte, la trasparenza, l’informazione, la condivisione. Il Trentino ha diritto alla sua Autonomia, io sono autonomista fino al midollo, però autonomia significa capacità di regolarsi da soli, comprta la responsabilità della qualità delle scelte.

Abbiamo secoli di storia di gestione degli Usi Civici e dei Beni Comuni e qualche memoria di eretici arsi al rogo dai poteri costituiti, come le streghe, magnifiche figure della storia alpina. Se la storia sembra ripetersi, a noi spetta uno sforzo particolare di fiducia nella politica e nell’impegno.

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