Giunta Provinciale di Trento: un’analisi iniziale

Propongo un’ analisi iniziale sulla nuova Giunta Provinciale di Trento.

Genere; le donne: Questo è il primo limite: solo due donne Assessore su otto in complesso. Del resto in Consiglio Provinciale le donne saranno solo 4 (Caterina Dominici del PATT, Franca Penasa della Lega Nord e Sara Ferrari del PD, essendo salita all’Assessorato l’altra donna, Marta Dalmaso del PD e Margherita Cogo, del PD) . La colpa questa volta non è del povero Dellai ma del fatto che le elettrici hanno votato poco le donne, soprattutto perché nei partiti che hanno raggranellato maggiori voti le donne candidate di valore politico erano meno dei maschi. Va anche notato come nel partito del Presidente Dellai, l’UPT, non sia stata eletta Consigliere nemmeno una donna, del resto.

Composizione:Tre Assessori PD, tre Assessori (due + il Presidente) UPT, due Assessori PATT, un Assessore UDC (partito che non ha partecipato alla competizione elettorale). La Giunta è, rispetto al dato elettorale, chiaramente squilibrata verso il centro moderato (tendenzialmente cattolico), con ben 6 Assessori espressione dei partiti di centro-autonomisti UPT; PATT e UDC). UPT (Unione per il Trentino) e PATT rischieranno spesso di sovrapporsi, come temi e connotazione. In effetti l’UPT è un partito apparentemente parallelo al PATT, in versione più smaliziata (essendo figlioccio dell’ex Margherita, ovvero dell’ex partito dei Sindaci). Potremmo dire che l’UPT è post-autonomista, o autonomista liquido (alla Zygmuth Baumann). La misura dei voti espressi dagli elettori non è stata rispettata, infatti il PD ha preso 21,62% dei voti, l’UPT il 17.90% dei voti, il PATT l’8,52%. Pertanto se guardiamo ai numeri al PD spettavano più Assessori che all’UPT (in effetti richiesti dal PD), e non si capisce perché al PATT si siano dati ben due Assessorati. Ricordo che il PATT nella precedente legislatura e in campagna elettorale ha sempre rivendicato “le mani libere”. Inoltre l’attribuzione di un Assessorato anche all’UDC, che ha appoggiato direttamente l’UPT del Presidente in campagna elettorale(quindi dovrebbe essere in quota UPT…), è ingiusta sia per non aver appoggiato tutta la coalizione ma appunto in particolare Dellai, sia per il suo (irrisorio) peso elettorale probabile, se avesse partecipato al voto. Le stime dicono infatti che se l’UDC avesse partecipato alla competizione elettorale, non avrebbe probabilmente fatto neanche un Consigliere. Al contrario Verdi e IdV hanno partecipato, eletto un Consigliere e restano fuori dalla Giunta.

Dellai: in definitiva Dellai ha voluto marcare fortemente la Giunta con il suo imprimatur, anche se questo sarà il suo ultimo mandato. Avrebbe potuto lasciare più spazio nella scelta al suo probabile successore (nonché attuale Vice in Giunta), che dovrebbe essere a rigor di logica Alberto Pacher, futuro prossimo candidato leader della coalizione e super votato (15.000 preferenze, più di quelle ottenute addirittura dal furbissimo Silvano Grisenti l’ultima volta). Dellai non sa lavorare in modo collegiale, neanche questa volta lo ha fatto. E’ uno dei brutti difetti dell’uomo. Del resto la collegialità quando tutti attorno a te recitano da anni il mantra “Dellai è il nostro laeder”, è un esercizio anche difficile…Il secondo dato che emerge è che Dellai resta un centrista decisamente, e che non si fida ancora della tensione liberale degli elettori di centro-sinistra (con evidenti contrassegni di voler essere cittadini italiani e non solo dell’ Autonomia) , nonostante il primo partito sia il PD ha voluto dare di fatto un peso maggiore agli autonomisti (alleati questa volta, PATT+UPT). dellai ci sembra scialbo ormai, anche se, qui lo dico e qui lo nego, rispetto a chi sta attorno a lui resta un gigante della politica locale….

Le competenze: Si noti come anche questa volta Dellai si tenga le deleghe per corpo forestale, caccia e pesca, anziché darle all’Assessore Ambiente. Sono bacini di voti e sicuri presidi di potere: è un brutto segnale che si perseveri nel separarli dalla loro collocazione naturale. Dellai proseguirà quindi a gestire in modo amicale caccia e pesca a favore delle lobbie, soprattutto di quella dei cacciatori. Inoltre questa volta l’ambiente è stato separato dall’urbanistica, solo per lasciare quest’ultima nelle sgrinfie dell’Assessore uscente, Mauro Gilmozzi, che l’ha gestita però senza grandi slanci e dalla parte dei vari potentati elettorali ed economci (impiantisti e settore edile, soprattutto) , anziché nell’interesse pubblico e generale. Resta inspiegabilmente competenza dell’Assessore Gilmozzi (Urbanistica) anche il dossier Dolomiti Patrimonio Unesco, che a ben guardare sarebbe competenza dell’Assessore Ambiente. Quel Dossier, guarda caso, è stato gestito da Gilmozzi finora con scarsissimo spirito di partecipazione dei cittadini e delle associazioni, e per arrivare alla tutela riconosciuta di quanto intoccabile (creste e ghiacciai, eslcusa la Marmolada, dove si può fare praticamente di tutto, ormai..). Altra nota particolare: Dellai si tiene anche la competenza relativa all’Interporto, assetto fondamentale sul piano economico e anche gestionale. All’ Assessore ai Trasporti (Pacher)  sono in pratica stati tolti gli impianti a fune sono (sotto il Turismo di Mellarini), la ferrovia del Brennero e l’Interporto (sotto il Presidente). Insomma, Assessore e Vice Presidente dimezzato, a guardar bene (se ti tolgono l’economia, l’urbanistica, il grosso dei grandi dossier relativi alle grandi infrastrutture, parte delle competenze sull’ambiente, siamo sicuri che sei davvero il Vice ???)

Turismo: L’Assessore uscente e riconfermato Mellarini (perde però alcuni pezzi delle precedenti deleghe) chi è? Io lo conosco, come Presidente di Legambiente ho avuto modo di partecipare a riunioni e incontri con lui, Vi posso garantire che di economia e turismo non ha alcuna competenza. Il suo operato è stato nella precedente legislatura di assoluto compiacimento delle lobbie degli impiantisti, lavorando di fatto per mantenere lo status quo. Il Trentino soffre decisamente di alcuni gravi problemi: eccessiva polarizzazione e stagionalizzazione dell’offerta turistica, turismo di massa, invasivo, inquinante, che pone enormi problemi di sovraffollamenti nei picchi, servizi inadeguati, costi della vita elevatissimi nei centri turistici, saturazione del mercato dello sci e però concentrazione delle risorse e degli sforzi attorno ad esso, crisi della montagna ( per esempio del ruolo dei rifugi alpini), scarsi investimenti in diversificazione e turismi in crescita (rurale, di villaggio, enogastronomico, culturale eccetera). Mellarini non ha fatto nulla per tutto questo. Ha invece sostenuto operazioni scellerate (sia sotto il profilo ambientale che sotto quello politico, sociale ed economico) quali enormi investimenti e danni ambientali e paesaggistici in Folgaria, con la Pinzolo-Campiglio, a Tremalzo e altri. Bene, è stato premiato. Anzi, Dellai gli ha attribuito anche una competenza che io personalmente trovo agghiacciante: la Promozione. Ci mancava solo il MinCulPop di fascistica memoria…Un territorio che arriva alla propria prostituzione al punto da mettere in Giunta la pormozione, come se fossimo un’azienda? La promozione dovrebbe essere parte centrale dell’azione sul turismo, ma sottesa ad ogni sua componente, non certo messa in evidenza come attività a parte. Promozione ha significato, per capirci, che l’Assessore uscente e rientrante Mellarini ha deciso che il Trentino deve pagare (molto) la Juventus, affinché la squadra di calcio porti i costosi culetti dei suoi campioni a mostrarsi ed allenarsi a Pinzolo. E però a Pinzolo (località Madonna di Campiglio) rimane praticamente un solo lascito culturale di pregio del passato, il Salone Hofer, dove il famoso dipinto del famoso pittore appunto Hofer, ha rischiato di bruciare in un rogo, perché il costoso albergo a quattro stelle non aveva un adeguato sistema antincendio. Promozione, di cosa, Assessore? Del resto Mellarini era anche Assessore all’Agricoltura, e il Trentino infatti ha promosso le grandi aggregazioni nel settore lattiero-caseario, anziché dotarsi di finanziamenti e gestione unitaria per il settore debole ma strategico delle malghe o favorire gli agritur e il settore del biologico o le filiere corte.

Ambiente: infine, non posso esimermi da una considerazione circa le competenze sull’ambiente, il mio pane quotidiano: non per numeri elettorali (che non giustificano l’ingresso dei Verdi in Giunta) ma per una ragione più alta, ovvero voler mettere le politiche ambientali finalmente al centro del lavoro dei prossimi anni anche in Trentino, sarebbe stato opportuno e  sensato dare l’Assessorato all’Ambiente (con delega ovviamente a rifiuti, paesaggio, urbanistica, Unesco) al Consigliere dei Verdi Roberto Bombarda, che in questi cinque anni di legislatura ha dimostrato di averne le  competenze e la passione. Invece l’ambiente viene spezzettato, con alcune competenze in mano all’Assessore Pacher, il grosso dell’urbanistica nelle mani del solito Gilmozzi e una grande questione come la Ferrovia del Brennero nelle mani del Super Presidente Dellai, che giocherà anche con caccia e pesca e foreste. L’ambiente dovrebbe invece essere gestito come un unicum, continuo.

In sintesi: Esce una Giunta composta con il manuale Cencelli, senza slancio, senza una visione strategica chiara, senza una impostazione politica vera, con enormi poteri nelle mani di Dellai, la riconferma di uomini opachi come Mellarini e Gilmozzi (che non hanno affatto governato le loro competenze ma hanno perseverato nell’esistente, anche quando esso era sbagliato e da cambiare), un Vice Presidente che è una bravissima persona ma di una debolezza politica pericolosa e un nuovo Assessore da tenere sotto osservazione, Alessandro Olivi. Il nostro, ex enfant prodige della politica sinistrorsa, da Sindaco di Folgaria ha stra-protetto, chiedendo tantissimi soldi pubblici per nuovi impianti e piste,  il settore maturo dello sci(ben collegato in Folgaria al settore del mattone, con relativa variante al PRG che prevede anche nuove costruzioni), promuovendo un non-futuro economico per Folgaria, schiacciato sulla monocultura ormai in quell’area di limitato interesse economico, dello sci di massa,  esercitando il potere senza democrazia vera, evitando il più possibile la trasparenza e il dibattito con la cittadinanza. Una bella premessa per l’Assessore all’Industria e Commercio. Infine, la nuova gentile Assessora Lia Giovanazzi Beltrami invece si è distinta subito (e solo) per la sua fedele e pacifica attesa della chiamata dal grande Capo (come se essere chiamati dal Super Presidente i Giunta fosse un fatto di fortuna e di onore, anziché la corrispondenza ad un progetto politico). La Giovanazzi è nota per aver fondato e diretto per anni un Festival di Cinema Religioso. Cosa interessante, però questo rappresenta un merito politico?

Competenze del Presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai:

  • affari istituzionali e finanziari – tutela e promozione delle minoranze linguistiche – patrimonio e demanio – organizzazione, personale, sistemi informativi e di telecomunicazione – funzioni delegate dallo Stato in materia di sistemi di comunicazione – informazione e comunicazione; -società controllate e partecipate – corpo forestale – caccia e pesca – Università ricerca scientifica, edilizia universitaria e assistenza universitaria -polizia locale e sicurezza urbana -servizi antincendi – prevenzione rischi e protezione civile – funzioni delegate in materia di Camera di Commercio, Industria, Agricoltura e Artigianato – politiche del lavoro e collocamento -interventi provinciali per il ripristino e valorizzazione ambientale – addestramento e formazione professionale- emigrazione – energia (comprese le attività relative alla produzione, trasporto, distribuzione, importazione, esportazione, trasformazione, acquisto e vendita dell’energia elettrica da qualsiasi fonte prodotta, quindi anche mediante l’utilizzo delle acque pubbliche a mezzo di concessioni sia di grandi che di piccole derivazioni) – coordinamento interventi Interporto e Autostrada del Brennero – coordinamento delle politiche giovanil – programmazione – indirizzi di politica economica e coordinamento delle relative azioni, compresi i rapporti con Trentino sviluppo – coordinamento degli interventi e dei progetti attuativi delle politiche comunitarie e interventi per lo sviluppo locale;

– Vice Presidente e Assessore ai lavori pubblici, ambiente e trasporti: Alberto Pacher (PD; segretario del PD)

– Assessore all’istruzione e sport, Marta Dalmaso (PD) – confermata Assessore con altre competenze, dopo precedente mandato

-Assessore all’industria, artigianato e commerci Alessandro Olivi (PD)

-Assessore all’urbanistica e enti locali Mauro Gilmozzi (UPT) – confermato Assessore dopo precedente mandato

– Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione Tiziano Mellarini (UPT) confermato Assessore dopo precedente mandato, solo lievi differenze di deleghe

– Assessore alla salute e politiche sociali Ugo Rossi PATT

– Assessore alla cultura, rapporti europei e cooperazione Franco Panizza PATT, confermato Assessore con altre competenze, dopo precedente mandato

-Assessore (esterno, non eletta Consigliere) alla solidarietà internazionale e alla convivenza lia Giovanazzi Beltrami UDC (che non ha partecipato alle elezioni per un errore burocratico e seguente ricorso della Lega Nord)

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5 thoughts on “Giunta Provinciale di Trento: un’analisi iniziale

  1. non sono d’accordo sull’applicazione del manuale Cencelli, perchè se veramente lo avesse applicato, ci sarebbe meno disparità.
    sui 9 in giunta ci saranno 6 della nuova formazione politica udc-upt-patt e 3 del pd, con olivi che agli occhi di molti sembra orientato più al centro che a sinistra. è stata una democristianada con stile, ma in Trentino temo continueremo a portarci dietro il tormento della “moderazione”.

  2. Per Friedrich,
    il Manuale Cencelli non era un riferimento alla correttezza dei numeri, era un riferimento all’assenza di politica cioè di scelte vere.
    Cencelli considerava anche il peso politico della spartizione, e considerato purtroppo che il PD conserva per ora la debolezza nella trattativa deli vecchi DS, Dellai ha fatto quello che sapeva di potersi permettere di fare.
    Olivi: certo, Olivi guarda al Centro (del resto in passato aveva provato anche a candidare con i Leali..), in effetti la sua gestione del ruolo di Sindaco in Folgaria è stata tutta all’insegna del centro, ovvero di quella incapacità di fare scelte nette, di quella opacità politica tutta italiana e trentina che tu chiami moderazione. Olivi ha scelto in Folgaria di portare avanti la collusione (legale) fra interessi di parte dannosi per la collettività e spinte progettuali pubbliche. Questa è opacità, appunto. Ci resta però la speranza che il voto ha negato il passaggio al peggio, al leghismo, alle semplificazioni, alla negazione della complessità.

  3. … attendo qualche considerazione anche sugli uomini del patt e relative competenze, giusto per chiudere il quadro

  4. Per Mic: Oggi nel contesto attuale a ma sembra difficile rintracciare un senso politico e culturale attualizzabile, all’esistenza di un partito che si proclama innanzitutto autonomista e che sull’Autonomia non propone da tempo alcuna analisi creativa o capace di risposte adeguate ai problemi di oggi.
    L’Autonomia oggi necessita di cure ampie ma non può essere al centro dell’azione politica come tema in sè.
    E poi esiste l’UPT, che sembra maggiormente capace di proporre politiche(anche se discutibili) perchp nasce dalla Maregherita che certo p stato partito del potere ma anche partito della politica agita (nel bene e nel male), anche se forse ci spettava più un sano PD e basta, per chi sia di centro-sinistra naturalmente. Davvero ci serve un partito locale? A me non sembra, a me sembra che ci serva una politica locale e strategica, aperta al globale. La si può fare senza partiti con specificità tentine. Basta la qualità:-) ne riparliamo quando il partito del Nord sarà realtà. Anche se non mi entusiasmo per Chiamparino….
    Non do giudizi personali, mi attengo ai fatti.
    Ugo Rossi non ha una vera connotazione politica, vedremo come agirà. Panizza è una brava persona ma sulla sua impostazione rispetto alla cultura (molto local, a partire dal dare soldi alle bande per comprarsi i costumi, suo primo impegno dichiarato due giorni dopo la nomina) sono perplessa. Cesarina Seppi, mi insegnano i suoi studiosi, reclamava, da grande artista locale e internazionale quale era (altro che Manifesta!!) maggiore attenzione per la produzione artistica locale, ad esempio. Locale va bene, ma deve essere qualità e ricerca, non folclore e chiusura. Due Assessori al PATT comunque significa un passo indietro (rispetto al voto reale) verso un ipotetico Trentino più aperto, o per lo meno un rischio. Forse Dellai e i membri di Giunta e del Consiglio riusciranno invece a darci apertura e qualità.

  5. grazie per la risposta,
    quando ci incontreremo potremo discutere a caldo dei primi risultati di questo gruppo esecutivo

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