Indagini alla discarica di Sardagna e incontro fra Sindaco e Presidente

La notizia 1– Controlli anche alla discarica Sativa di Sardagna (Trento)- tratto dal quotidiano L’Adige di oggi, giovedì 18 dicembre :

Si concentrano sulla discarica di Sardagna le indagini del Corpo forestale dello Stato. Il sito cittadino era stato visitato dagli inquirenti nella giornata in cui erano state notificate le otto ordinanze cautelari. Quel pomeriggio erano stati posti i sigilli ad un carico di rifiuti arrivato nella discarica della Sativa. Il sospetto, per ora infatti è solo un’ipotesi, è che si tratti di materiale che per il suoi livelli di inquinamento non potesse arrivare nella discarica di Trento. Il lotto di detriti, in totale circa una cinquantina di tonnellate, era stato dunque posto sotto sequestro in vista di future analisi. Il giorno del blitz operato dai forestali con arresti e perquisizioni nevicava forte e ogni operazione di prelievo era impossibile. Ma nei giorni scorsi gli investigatori sono tornati alla discarica di Sardagna e hanno prelevato dei campioni che sono già stati inviati ai laboratori per analizzare le sostanze inquinanti. Per ora sappiamo che si tratta di materiale che arriva da Vicenza. Dal cumulo però proviene un sospetto odore di idrocarburi. Più in generale quello che interessa agli inquirenti è capire che tipo di materiale la Sativa – società nell’orbita di Simone Gosetti, oggi in carcere per traffico di rifiuti – faceva arrivare nel sito. Per questo gli uomini della Forestale continueranno gli accertamenti probabilmente anche oggi. Analisi ancor più approfondite sono previste per il futuro, quando un consulente nominato dalla procura eseguirà dei carotaggi, cioè delle campionature andando in profondità, per verificare se sotto la montagna di detriti si nasconde qualcosa che non dovrebbe esserci. Va sottolineato tuttavia che, a differenza di quanto rilevato a Monte Zaccon dove gli inquirenti hanno già eseguito le analisi e ritengono di avere prove del conferimento di materiale inquinato, per quel che riguarda Sardagna non ci sono certezze.”

Notare: Nella discarica Sativa sono stati conferiti anche parte dei terreni  provenienti dall’area ex Star Oil di via Brennero, a Trento Nord. Su quell’area incidono alcuni inquinanti specifici (idrocarburi e metalli pesanti). Il Capo Gruppo del PD in Consiglio Comunale a Trento, Michelangelo Marchesi, ha presentato nei giorni scorsi un’ interrogazione, chiedendo se si ravvisino inquinamenti in discarica. Ieri l’Assessore all’Ambiente  del Comune capoluogo, Aldo Pompermaier (dei Verdi), ha risposto che i controlli effettuati (in estate e in seconda battuta anche il 20 novembre) e dei quali era stata informata l’autorità giudiziaria, non hanno dato alcun riscontro. Dobbiamo stare tranquilli ?

Commento: Sono necessari altri controlli e a questo punto, per sapere veramente, devono essere eseguiti su tutte le discariche trentine e ripetutamente nei prossimi mesi. Per esempio: alcuni cittadini segnalano da tempo sotto voce che anche nella discarica di inerti di Tenno sarebbero stati conferiti rifiuti non previsti e non inerti.  Pare che vi sia stato anche un camion fermato dalle  forze dell’ordine tempo addietro, che avrebbe trasportato rifiuti illegalmente.  Abbiamo decine di esempi di tragedie annunciate in Italia e Stava dovremmo ricordarla ancora bene. Evitiamo altri errori. E insisto: l’APPA deve diventare più forte, autonoma, dotata di uomini e mezzi.

La notizia 2– C’è stato un faccia a faccia, – di pochi minuti dice la stampa oggi – fra il Presidente della Provincia Lorenzo Dellai e il Sindaco Vincenzo Sglavo, di Roncegno (il Comune dove si trova la discarica della ex Cava di Monte Zaccon, dove hanno avuto luogo gli illeciti). Il Sindaco ha ribadito lo stupore, la rabbia e le preoccupazioni dell’Amministrazione e della popolazione (Due sere fa infatti ,  ndR – la gente lo aveva fortemente contestato in paese). Sglavo ha fatto presente che la comunità si sta interrogando sul futuro del sito e dei materiali presenti. Oltre a chiedere un maggiore coordinamento tra governo, organi e agenzie provinciali ed amministrazione locale, per il futuro ha chiesto una maggiore azione di presidio del territorio, di vigilanza e di controllo. «Controlli che – ha ribadito Dellai – deve fare, come in passato, l’Appa e non il Comune» (Quotidiano L’Adige giovedì 18 dicembre 2008). La stampa riferisce che Dellai ha promesso di recarsi quanto prima a Roncegno. Riporta ancora l’Adige, edizione odierna«Dopo le note vicende, non è stato solo Roncegno a subirne le conseguenze ma tutta la Valsugana – ricorda il sindaco Sglavo – dove ora, più forti di prima, riemergono le questioni legate all’inquinamento causato dall’Acciaieria di Borgo, dalla SS47 e dall’irrisolto problema dell’impianto di biocompostaggio di Campiello (frazione di Levico, ndR). Quando si tratta di ambiente e di salute – conclude – i confini comunali non esistono più e risulta necessario affrontare la questione su scala decisamente più ampia»

Commento: Certo, ora vengono, si spera, veramente  al pettine tutti i problemi della Valsugana. Il nodo in sintesi potremmo definirlo: mancanza di governance. Subire i fenomeni anzichè saperli affrontare e gestire. Il primo problema è certamente l’acciaieria di Borgo Valsugana, sui danni alla salute dei cittadini causati dalla quale esistono da molti anni dubbi grossissimi da parte della popolazione. Girano voci inquietanti anche qui, ovvero che i controlli l’APPA li fa di giorno ma che sarebbe poi di notte che dai camini uscirebbero le peggiori  emissioni. E alcuni gruppi negli anni hanno ventilato anche l’ipotesi che se si facesse uno studio epidemiologico particolareggiato, ne risulterebbe che gli abitanti di Borgo soffrono di patologie tumorali più che altrove. Ecco: quello studio andrebbe senz’altro fatto, tanto per iniziare con la conoscenza e trasparenza. Certo è che quella Acciaieria non è competitiva sul mercato globale e stramaturo dell’acciaio, dove sono entrati in questi anni competitors asiatici. La si tiene aperta solo per l’occupazione che porta. Sarebbe ora invece di chiuderla e di creare altri posti di lavoro in altri settori dell’industria più competitivi e capaci di futuro, quali il settore delle energie rinnovabili o qualche produzione di eccellenza, per esempio. L’altro grande tema è la viabilità, chiamata anche Statale 47: la soluzione però al traffico eccessivo e dannoso di TIR e di autovetture private non è la costruzione dell’autostrada della Valdastico, che sposterebbe solo il problema sulla Valle dell’Adige, già tormentata da ben altro e sulla quale incombe il raddoppio della ferrovia del Brennero. La soluzione è incentivare la mobilità alternativa, potenziando ancora il treno, e mettere finalmente il ticket selettivo per i tir sulla Valsugana, costringendoli di fatto a passare da percorsi più sensati nei casi in cui non servano tratte locali, riducendo però anche i trasporti inutili lavorando su analisi dei flussi e su offerte di razionalizzazione coordinate da un tavolo di lavoro, e al tempo stesso lavorare per trasferire più trasporti possibili sulla ferrovia. L’altro problema della Valsugana però è comune al resto del Trentino: si chiama appunto governo del territorio da declinare nel senso di governance, che è un concetto che sottende la partecipazione democratica, che passa da dialogo con i cittadini, partecipazione informata, tempestività nell’affrontare critiche, paure e segnalazioni.

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One thought on “Indagini alla discarica di Sardagna e incontro fra Sindaco e Presidente

  1. in effetti, è molto preoccupante la carenza (nella più generosa delle letture) di controlli da parte dell’appa, e delle istituzioni in generale.
    Metalli pesanti nei campi dove sono statio distribuiti i fanghi del biocompostaggio, radioattività alle acciaierie, idrocarburi (e forse ceneri radioattive)nellediscariche di inerti… i sospetti e le cretezze si sommano, in un quadro inquietante, non per nulla siamo ai vertici nazionali x tumori.
    Interessante lo spunto su Tenno: qualcuno ha informazioni piùprecise?
    Dovrei sapere almeno se a fermare il camion erano stati cc, polizia o forestale…
    Ma è l’intera politica dei rifiuti che secondo me deve essere ripensata. Puntare a differenzare più che a smaltire o bruciare, bloccare – finchè si è in tempo – l’inceneritore di Trento, che vanificherebbe tutti gli sforzi proponendo una soluzione di comodo redditizia per pochi e nociva per molti. Gli esempi virtuosi ci sono, sono praticabili e crano posti di lavoro. Perchè i politici si ostinano invece ad andare a visitare impianti si smaltimento a senso unico in giro x l’europa? ilmigliore inceneritore possiobile rischia anche di essere il più pericoloso: più piccole sono le poveri che escono dal camino, più danni fanno (entrano nelle cellule, alterano il dna).POssibile che il Trentno non possa essere un esempio virtuoso, invece che copiare modelli lombardi? (in un territorio, fra l’altro, deìl tutto diverso, dove le polveri non si disperdono..)

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