Centro Difesa Diritti Umani di Shirin Ebadi, Iran: chiuso dalla polizia

La brutta notizia:

(dal sito di repubblica.it) TEHERANLa polizia iraniana ha fatto irruzione e chiuso d’autorità il quartier generale del Centro dei Difensori dei Diritti Umani, organizzazione non governativa guidata dall’avvocato Shirin Ebadi, la pacifista e femminista insignita nel 2003 del premio Nobel per la Pace per il suo impegno a favore delle donne, dell’infanzia e dei dissidenti.

Lo ha denunciato la vice di Ebadi, Narges Mohammadi, secondo cui all’operazione hanno preso parte agenti in uniforme di ordinanza ma anche altri in borghese, probabilmente appartenenti dunque ai corpi speciali. “Hanno messo i sigilli al nostro ufficio e ci hanno intimato di sgomberarlo senza opporre resistenza. C’è anche la signora Ebadi”, ha precisato.

“Non abbiamo altra scelta che andarcene”. Durante l’incursione è stato fatto l’inventario dei beni di proprietà dell’associazione. “Non ci hanno mostrato l’ordine di perquisizione emesso dalla magistratura, ce ne hanno soltanto comunicato il numero di protocollo”, ha accusato la militante.

Secondo Mohammadi, diverse decine di poliziotti di rinforzo si erano radunati davanti all’edificio, situato nella parte nord-occidentale della capitale iraniana. Proprio oggi il gruppo umanitario avrebbe dovuto celebrare nella sua sede una cerimonia per commemorare, a posteriori, il sessantesimo anniversario della fondazione, caduto il 10 dicembre scorso; quello stesso giorno Ebadi, 61 anni, prima donna di fede musulmana a ricevere il Nobel per la Pace, si trovava a Ginevra, presso il Consiglio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, dove ha pronunciato un discorso con cui ha lanciato un appello per il riconoscimento di un ruolo più ampio alle Ong nelle attività dell’organismo Onu e di altri enti ufficiali analoghi.

Fondato dalla battagliera avvocatessa insieme a quattro colleghi lo stesso anno in cui le fu conferito il Nobel, il Centro dei Difensori dei Diritti Umani è considerato la principale entità per la tutela delle libertà civili esistente nella Repubblica Islamica. Ha difeso sistematicamente innumerevoli oppositori, prigionieri politici, dirigenti dei movimenti studenteschi e personalità perseguitate per la loro lotta a favore della libertà di coscienza. Di recente si è distinto in particolare per l’appello, rivolto al regime degli ayatollah, affinché siano bloccate le continue esecuzioni di condannati per reati di minore gravità. Il mese scorso, durante un raduno dell’organizzazione, Ebadi attaccò il nuovo codice penale iraniano, sottolineandone il mantenimento delle discriminazioni a danno delle donne e l’interpretazione a suo dire “scorretta” dei principi dell’Islam.

Commento: Da ora siamo tutti meno liberi. Perché la Ebadi ha sempre difeso i diritti civili  degli iraniani, perché lo ha fatto costruendo una memoria storica e una mappatura delle violazioni delle leggi e dei diritti, perché ha usato uno strumento potente: la civiltà giuridica. Questa mossa del Governo iraniano è preoccupante. Finora il Centro e la Ebadi stessa, grazie al suo prestigio mondiale come Premio Nobel per la Pace, erano stati risparmiati dal regime. Significa che da oggi il Governo cambia passo. Speriamo che alla donna che ha fondato e animato il Centro, Shirin Ebadi, nessuno faccia del male e che le si lasci la libertà.  Per la sua tutela ma anche per una maggiore forza dei liberali del suo paese. L’Europa e anche Barak Obama devono intervenire subito, facendo pressioni sul Presidente iraniano. Forse ,se Obama riuscisse a far comprendere all’Iran che gli Stati Uniti insieme all’Europa vogliono cooperare e non vogliono imporre  – per esempio con le armi, come stoltamente hanno ventilato nei mesi scorsi Bush e Condoleeza Rice – una campio di atteggiamento sreciproco sarebbe possibile, a vantaggio anche dei diritti civili in Iran.

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