Gardelli al Servizio Autonomie locali e la ragione di Stato

La notizia: Giovanni Gardelli, Dirigente uscente del Servizio Politiche per i Rifiuti, è stato nominato dalla Giunta Provinciale di Trento nuovo Dirigente del Servizio Autonomie locali.

Commento: Giovanni Gardelli è passato alla cronaca recente in Trentino, essendo rimasto coinvolto indirettamente, seppure senza alcuna imputazione e infatti non è indagato, nello scandalo dei rifiuti di Marter. Ricordiamo che si tratta della discarica di inerti dove, secondo le indagini della Procura, sarebbero state conferite illecitamente almeno 123.000 tonnellate di rifiuti non conformi fra i quali alcuni inquinanti e tossici. Dalle intercettazioni rese pubbliche dai giornali locali, era emerso come Gardelli intrattenesse rapporti più che amichevoli con Gosetti, il titolare della ditta che gestisce la discarica, e che è oggi accusato di avere organizzato il presunto traffico di rifiuti illecito. Da quelle intercettazioni emergerebbe anche che Gardelli avrebbe avuto un atteggiamento di fastidio, dichiarato in alcune frasi, contro i tecnici del Comune di Trento, che avevano effettuato i controlli sui terreni – sembra inquinati da idrocarburi – di Trento Nord, di proprietà del Gosetti, pare anch’essi conferiti nella seconda discarica da lui gestita, quella di Sardagna, sopra Trento. In secondo luogo dalle intercettazioni rese pubbliche,  emergerebbe (senza che vi sia però alcun riscontro nei fatti)  come Gosetti nutrisse (forse solo per millantato credito) l’idea che Gardelli avrebbe potuto garantirgli minori problemi rispetto ai controlli stessi eseguiti dall’APPA a Marter (infatti APPA è poi finita sulla gogna mediatica).

Gardelli, che sicuramente non ha commesso alcun illecito dal punto di vista legale,  invece non è passato alla cronaca per qualcosa che sarebbe dovuto accadere e che invece non è nei fatti: quale Dirigente del Servizio Rifiuti, anziché tessere stretti ed ambigui (seppure leciti a norma di legge) rapporti con imprenditori poco trasparenti, avrebbe dovuto garantire politiche di riduzione dei rifiuti e di valorizzazione delle materie seconde da raccolta differenziata. Invece, le politiche sui rifiuti della Provincia di Trento sono ancora ferme e poco innovative, l’unica cosa realmente decollata è la raccolta differenziata.In più si aggiunga un Protocollo sulla Riduzione dei Rifiuti nel Turismo nato nella prima parte della sua Dirigenza, quando ancora intratteneva qualche rapporto con le associazioni ambientaliste (poi persosi nel porto delle nebbie della vita provinciale).

Eppure il Terzo Aggiornamento del Piano Provinciale dei Rifiuti, scritto con il notevole contributo delle associazioni ambientaliste,  conteneva delle indicazioni chiare sulle azioni da intraprendere. Ad esempio: le Eco Feste, realizzazione banale, ma ancora impostata sul velleitarismo dei singoli Enti organizzatori o Comuni e mai divenuta Regolamento finanziato con specifiche procedure. Oppure il riuso: su questo a parte le timide feste del Riuso non è in atto alcunché. Oppure ancora banalmente un sito dedicato al tema Rifiuti, che contenga tutte le informazioni utili: mai visto! Oppure ancora la realizzazione del compostaggio in provincia: sempre più lontana visti i pasticci dell’impianto di Campiello e la scarsa capacità della Provincia di Trento nel dialogare alla pari con cittadini e comitati. Altro esempio: non  abbiamo nessuna politica per favorire l’uso dell’acqua dal rubinetto, in una provincia di montagna! Il Servizio Rifiuti ha organizzato una campagna pubblicitaria sui giornali, senza però fare alcune azione pratica. Il motivo? Forse non si voleva infastidire i produttori locali di acque minerali, che avrebbero, secondo voci circolate, minacciato ritorsioni sull’occupazione. In tutto questo i risultati evidenti sono due: 1) la riduzione dei rifiuti e il valore del ciclo della materia da raccolta differenziata sono statici 2) la fiducia dei cittadini è scarsa e questo renderà difficile realizzare anche le opere e gli impianti necessari e utili.

Domanda: Perché uno così doveva essere premiato e diventare Dirigente di un importante Servizio, come quello delle Autonomie Locali? Giovanni Gardelli non ha mostrato significative capacità come Dirigente nei risultati conseguiti, e si consideri che nessun tema ha goduto negli ultimi cinque anni dell’attenzione dei cittadini, degli amministratori, delle associazioni e della stampa come i rifiuti,  al contrario ha dimostrato quantomeno leggerezza   nei suoi rapporti con gli impresari del settore: quindi avrebbero dovuto fargli fare un altro mestiere, non ancora il Dirigente. Non si tratta di essere buoni o cattivi: si tratta di nominare Dirigenti dei Servizi i migliori, e esenti da ombre fino a prova contraria. La meritocrazia in Trentino proprio non esiste! Grisenti fu scacciato (lo sanno tutti) dalla Giunta perché ormai le sue metodiche infastidivano pure uno con il pelo sullo stomaco come Dellai, e invece che mandarlo a lavorare come un normale cittadino, gli hanno gentilmente dato lo scranno (prezioso) dell’Autostrada, dal quale pulpito ancora gestiva in modo quantomeno poco trasparente politiche non democratiche ed elettive. Dimessosi per pudore da là, invece che farlo tornare a lavorare nel suo Ufficio in Regione (insomma, non ai lavori forzati) gli hanno costruito ad hoc un ridicolo Incarico Speciale in Regione per la Cooperazione Internazionale (e forse sarà meglio che qualcuno revisioni poi contatti e conti: non si sa mai, a questo punto…). Altro esempio è Raffaele De Col che, seppure senza dubbio tecnicamente capace,  è stato anche lui colto in imbarazzo, da Dirigente del Servizio Lavori Pubblici, perchè è emerso quanto riporta il quotidiano “Trentino”  nell’ottobre 2008 “Se il parroco di Aldeno, Cimone e Garniga don Daniele Morandini sforava di 400 mila euro nella ristrutturazione della chiesa ecco che ci pensava il Silvano. In un attimo organizzava un incontro con il dirigente generale della Provincia Raffaele De Col per studiare come risolvere il problema. E quando De Col spiega che deve avvertire il presidente Lorenzo Dellai, Grisenti risponde perentorio: «Ma no, gli ho già parlato, eh!»” Ora De Col è Dirigente della Protezione Civile. Lascia perplessi che comportamenti così leggeri siano di fatto premiati promuovendo i personaggi che se ne sono resi protagonisti.

Inoltre: il Sevizio Autonomie Locali sembrerà ai più un luogo insignificante: tuttavia fu proprio da quel Servizio per esempio che partì la diffida (letteralmente “suggerimento di revoca in autotutela della Delibera comunale”) nei confronti del Comune di Tiarno di Sopra, che nella foga di realizzare il progetto ambientalmente negativo di pesante infrastrutturazione turistica del bell’ Altopiano di Tremalzo (Val di Ledro) poi ridotto e rivisto dal pur compiacente Comitato Ambiente, aveva realizzato l’alienazione del pascolo (Uso Civico) in violazione della Legge Provinciale sugli Usi Civici!  Sarebbe bene che il Dirigente di quel Servizio fosse assolutamente indipendente e rigoroso.

In sintesi: Il ragionamento è davvero serio, non esagero. Riflettete. Il senso dello Stato si fonda anche sull’idea (tra le altre) che siano scelti nei posti di comando, sulla plancia della nave ammiraglia, coloro che si siano dimostrati i migliori per competenza e per trasparente, rigorosa scelta di servire lo Stato, e null’altro, sempre, in ogni circostanza. Se così non è, come accade spesso in Italia e anche nell’autonomo Trentino, semplicemente il senso dello Stato (e dell’Autonomia) esce indebolito e inficiato risulta anche il principio morale che trasforma una comunità di persone in una Nazione. Le Istituzioni servono a fondare un senso morale, prima che a determinare l’efficienza. Invece i destini personali qui passano spesso in primo piano rispetto al senso della collettività e della Nazione.

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2 thoughts on “Gardelli al Servizio Autonomie locali e la ragione di Stato

  1. ciao maddalena,
    bello questo contributo, mi chiedevo giusto se gardelli fosse stato “solo” spostato o anche promosso: tu lo sai?
    ciao!

  2. Giovanni Gardelli è stato nominato dirigente di un importante Servizio. Non ritengo si tratti di una promozione, sicuramente in qualche modo si tratta di una cassazione del suo operato, però non è un’operazione chiara: di fatto gli è andata molto bene.

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