Sindaco di Folgaria: Toller vince ma la democrazia è in crisi

La notizia: Domenica 3 maggio, elezione del nuovo Sindaco e Consiglio Comunale di Folgaria: vince, come previsto, l’ex Vice Sindaco, Maurizio Toller, con l’83% dei voti. Ha votato il 66,15% degli aventi diritto (percentuale molto bassa per Folgaria e per la media del Trentino, in aumento le astensioni dal voto rispetto alle elezioni precedenti). Delle schede votate il 24% circa erano bianche o nulle (con diversi insulti vergati su molte schede annullate). In pratica Toller prende l’83% dei voti ma in realtà lo ha votato circa il 51% degli aventi diritto.

Commento: Questo voto esprime in modo pesante e chiaro il disagio a Folgaria, creato dal precedente modo di amministrare del Sindaco uscente Alessandro Olivi, che nonostante questo disagio è stato premiato pochi mesi fa con un plebiscito dai cittadini di Folgaria, ed eletto Consigliere provinciale e oggi è Assessore all’Industria, Commercio e Artigianato in Provincia. Si consideri come prima cosa che quell’83% dei voti si deve anche al fatto che la lista di opposizione era costituita da un gruppo di volenterosi ragazzi, giovani, senza esperienza e visibilità : facile vincere così. Il secondo dato sono l’astensionismo e le schede nulle, cosa mai vista prima in Folgaria. Terzo dato: dei cinque esponenti di categorie economiche presenti nella lista vincente, solo una (Giorgia Poli, dei commercianti) è stata eletta.  Fa riflettere nello specifico anche questo caso: Michele Ciech, forte assessore e uomo di fiducia di Alessandro Olivi nella passata amministrazione, ha ricevuto 128 voti, contro i 254 che aveva ottenuto nel 2005. Cioè, uno degli uomini forti della precedente amministrazione perde voti, in modo netto.

In sintesi: Folgaria soffre di una difficoltà di democrazia e di trasparenza, molti residenti non si fidano più della politica e non trovano rappresentazione adeguata nel Consiglio Comunale, infine le categorie economiche del paese non sanno fare sintesi. Del resto questo si vede drammaticamente anche dal fatto che l’APT sia di fatto fallita e  che nessuno intraveda una soluzione a breve. Anche il dissenso peraltro viaggia su binari molto diversificati se non in alcuni casi opposti: parte dei dissidenti sono cittadini che si oppongono allo sfruttamento ulteriore del territorio a scopo turistico (con i previsti impianti, piste e seconde case tra Serrada e l’Altopiano dei Fiorentini)  allo strapotere della Società Carosello Ski Spa e all’appiattimento della politica locale sul turismo di massa e poco altro, e chiedono così  maggiore attenzione al turismo sostenibile, ad un’economia diversificata e basata su natura, cultura, artigianato, identità. Mentre l’altra parte del dissenso si può pensare raccolta intorno alla scontentezza degli abitanti dell’Oltre Sommo per essere stati trascurati da un modo di vedere il futuro economico centrato sul centro del paese e sulle sue esigenze (o supposte tali). Insomma, Olivi, si dimostra così, ha amministrato malissimo, lasciando dietro di sé le macerie, e la comunità di Folgaria tale non è più, da tempo, con dolorose divisioni, accuse, offese, marginalizzazioni.                      Toller era il delfino di Olivi, però le persone possono anche cambiare. Chissà che futuro aspetta Folgaria. Certo è che il caso merita grande attenzione. Chi diceva cosa? Beh, noi ambientalisti (anche la mia Legambiente) abbiamo detto per anni: la gente è stufa, si è persa fiducia nella politica, la rappresentanza non è adeguata, le categorie economiche stanno a guardare, l’APT è debole, l’economia ha bisogno di sintesi, unione, innovazione, investimenti distribuiti sui vari settori. Ci hanno detto che la nostra visione era sbagliata. Purtroppo era corretta. E lo stesso si potrebbe dire per un altro importante Comune turistico: Madonna di Campiglio, dove la Giunta si ostina a proporre un modello economico massivo (con il collegamento Pinzolo-Campiglio e nessun nuovo assetto economico) eppure la gente sta cominciando, seppure timidamente, a manifestare difficoltà rispetto ad un futuro che sembra meno desiderabile di pochi anni fa. Lo stesso accade in Primiero, dove comincia scricchiolare l’idea del collegamento San Martino-Passo Rolle. Forse se ci parlassimo di più di cosa vogliamo fare, delle proposte possibili, delle cose che fanno male al territorio sarebbe più facile trovare delle soluzioni. O no?

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