Albatros: uccidiamo i loro piccoli con la plastica

Santuario delle Midway, Oceano pacifico. 2000 miglia marine lontano dal primo continente abitato da umani. Cadaveri di piccoli albatros. I loro stomaci contengono plastica, immondizia sparsa negli oceani dall’uomo. Gli adulti di albatros portano plastica ai loro piccoli, perché la trovano sul mare e la considerano cibo. I piccoli muoiono di denutrizione (la plastica non nutre), tossicità, soffocamento.

Perchè succede? La strategia di caccia degli albatros nell’evoluzione ha trovato un equilibrio tra energia spesa per cercare il cibo e quantità di energia che si ottiene per i pulli (i piccoli) dal cibo. Gli albatros non possono sapere però che sul mare galleggi plastica: per loro quello è nutrimento facile da trovare! L’evoluzione impiega tempi lunghi, qui li facciamo morire prima che possano capire! Poi: gli albatros non sono animali sociali, non hanno -come i branchi di lupi o leoni o i  clan di primati -la possibilità di imparare cose complesse da altri individui della specie, non hanno modo di scambiarsi esperienze e per loro il mare è l’ambiente elettivo, quello che sta nel mare per loro sarà sempre BUONO. Purtroppo.

immagini dei piccoli di albatros morti, con plastica nello stomaco

albatros pulli plastica chrisjordan

Pullo di albatros morto con plastica nello stomaco, foto di Chris Jordan, tratta dal suo sito web

Le immagini sono state scattate da Chris Jordan in settebre 2009. Il fotografo non ha alterato le scene, non ha toccato, spostato, introdotto plastica in alcun modo.

Qui trovate uno studio della prestigiosa rivista scientifica PLOSONE sulla plastica ingurgitata dagli albatros di diverse colonie nel Pacifico.

Terribile. Non buttiamo mai la plastica da nessuna parte, mai vicino al mare o  corsi d’acqua: il vento trasporta tutto lontano. Poi stimoliamo il mercato ad usarne meno di ora.

Altri due gravi problemi causati dall’uomo agli albatros: 1 – reti da pesca industriale lunghe migliaia di metri, con migliaia di ami appesi dove gli uccelli restano impigliati e muoiono per annegamento. Qui leggete un vecchio articolo del 2003, tratto dal sito web della LIPU Itali asu questo tema 2 –  Roditori che predano uova e pulli vivi, introdotti dall’uomo in molte isole dove nidificano gli albatros.

Da Wikipedia: Chi sono i magnifici albatros?

Gli albatri sono uccelli di mare della famiglia Diomedeidae nell’ ordine delle Procellariiformes. Vivono negli oceani meridionali e nel nord Oceano Pacifico. Sono assenti nell’Atlantico settentrionale se non come fossili. Sono tra gli uccelli volatili più grandi al mondo e l’albatro urlatore (Diomedea exulans) è l’uccello vivente con l’apertura più grande al mondo.

Sono molto efficienti in aria, sfruttando le correnti aeree e sono in grado di percorrere grandi distanze con poco sforzo. Si nutrono di cibi grassi ed oleosi[1], fra cui seppie, pesci e krill. Spesso si cibano anche degli scarti rilasciati dalle navi specializzate nella lavorazione di prodotti derivati dalle balene[1]. Abitano soprattutto su isole remote dell’oceano in numerosi gruppi spesso di specie diverse. Animali monogami, la stagione degli amori può durare un anno da quando viene deposto l’uovo, uno solo, a quando il pulcino prende il volo. Poiché nidificano su rocce scoscese non hanno troppi nemici naturali.

19 delle 21 specie di albatri sono a rischio di estinzione. Oggi gli albatri sono minacciati dall’introduzione nel loro habitat da animali come ratti o gatti selvatici che attaccano uova, pulcini e giovani adulti; dall’inquinamento e dalla pesca intensiva.

L’albatro urlatore è una specie marina e aerea; si sposta seguendo le correnti d’aria calde e fredde e raramente entra in contatto con il ghiaccio. Giunge a terra solo per la nidificazione, per il resto la sua vita scorre tra aria e mare. Il nido è generalmente costruito in prossimità di punti scoscesi, e comunque comodi per prendere il volo. Gli albatri urlatori sono particolarmente longevi e vivono mediamente trent’anni. Per tale motivo essi nidificano tardivamente e, nonostante siano in grado di nidificare a 3-4 anni, non si riproducono prima dei 7-8 anni. La riproduzione può avvenire solo ad anni alterni sia per il tempo di incubazione richiesto (11 settimane) sia per il periodo necessario al giovane prima di prendere il volo (40 settimane). È una specie migratrice e pelagica e si ciba di pesci, calamari o, talvolta, di rifiuti gettati dalle navi. Vive negli Oceani meridionali fermandosi per nidificare in alcune isole oceaniche e subantartiche.

La vita di coppia di questi volatili è improntata sulla monogamia, l’ultima parola che dà il via alle nozze spetta alla femmina che sceglie il compagno, è una scelta oculata e a volte richiede un lungo fidanzamento poiché tra loro non esiste il divorzio. Il rituale del corteggiamento è basato su una serie di danze, e strofinamenti vari, dopo di che si accoppiano.

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