Ospedale a Mezzolombardo: evacuato, strutture insicure

La notizia: evacuato in data 26 gennaio 2010 l’Ospedale San Giovanni di Mezzolombrdo (TN), a servizio di 35.000 residenti. La ragione: rischio strutturale, a seguito di controlli in profondità (“invasivi” li chiamano i tecnici) eseguiti a seguito della recente (1 luglio 2009) entrata in vigore elle nuove procedure sulla sicurezza degli edifici, velocizzata dopo il sisma dell’Abruzzo. Questo il link al comunicato stampa della Provincia di Trento che spiega la motivazione dell’evacuazione. Nessun segno evidente o crepa faceva intuire quanto invece i tecnici hanno potuto dimostrare con indagini specifiche. L’’ingegner Corrado Segata, incaricato dall’azienda sanitaria al termine di sondaggi, carotaggi e prove di resistenza,ha rifiutato di certificare l’idoneità dell’edificio. L’Ospedale è stato costruito a fine ottocento, poi ristrutturato e ampliato dopo la seconda guerra mondiale, quando fu ceduto alla Provincia di Trento. Negli ultimi dieci anni nell’ospedale sono stati investiti  1 milioni de e 300.00 mila euro.

Nella conferenza stampa di martedì il Presidente della Giunta Provinciale Lorenzo Dellai ha così spiegato (come riporta il comunicato stampa della PAT nr 163 del 26.01.2010 di cui sopra li link)

“I controlli effettuati  hanno fornito dei dati molto seri e quindi l’ordinanza che ho firmato stamani era d’obbligo. Intendiamo aprire da subito un tavolo di confronto comune con le autorità locali e la comunità di Mezzolombardo per decidere nelle prossime settimane quale sarà il futuro di questo polo sanitario nel contesto più generale della salute in Trentino.”
“Le recenti normative in materia di progettazione e verifica emanate a seguito del terremoto dell’Aquila ed entrate in vigore il 1 luglio 2009 – ha spiegato l’assessore Ugo Rossi – hanno indotto l’Azienda provinciale per i servizi sanitari ad intensificare i controlli sulle sue strutture. È incredibile quello che abbiamo scoperto e che nessun segnale evidente lasciava presagire”.
“Sono stata avvisata ieri sera – ha detto il sindaco di Mezzolombardo Anna Maria Helfer- e da subito abbiamo iniziato ad analizzare la situazione per le sue conseguenze nell’immediato presente ma proiettandoci anche nel futuro, considerato che la popolazione della Piana che fa riferimento alla struttura è di circa 35.000 persone. Sappiamo che ci sarà qualche disagio da sopportare, ma la sicurezza dei pazienti e del personale che lavora nell’ospedale richiedeva di intervenire con la massima tempestività.”
“E’ stata un’azione di prevenzione – ha detto infine il direttore dell’Apss Franco Debiasi – visto che non c’erano segnali evidenti di crollo. Abbiamo messo a punto nelle ultime ore un piano di emergenza, che prevede il trasferimento dei pazienti a partire dalla fine della mattinata, al Santa Chiara e a Cles per quanto riguarda la geriatria. Rimangono attive il padiglione nord e il blocco sud, la guardia medica, le cure palliative.”

È vero che il San Giovanni è stato oggetto di diversi interventi dal 1999 ad oggi, ma si è sempre trattato di lavori di manutenzione delle finiture che hanno interessato pavimenti, controsoffitti, miglioramenti generali che non hanno però comportato modifiche strutturali.
Le opere avviate recentemente invece non sono di questo tipo: per questo, oltre che per il rispetto della più recente normativa in materia, si è voluto condurre una verifica più accurata. La recente indagine cui sono stati sottoposti solai e pilastri viene definita dai tecnici “invasiva” proprio per la “profondità” delle ispezioni condotte. Avviata nel secondo semestre del 2009, praticamente subito dopo l’entrata in vigore della normativa nazionale, sta producendo una serie di dati che non sono ancora definitivi. “Ma quanto abbiamo finora in mano – ha aggiunto l’assessore Rossi – è sufficiente per descrivere una situazione molto grave a fronte della quale sarebbe da irresponsabili non intervenire”.
Di qui il piano di azione messo a punto ieri sera nella sede dell’Assessorato alla salute presenti, accanto ai vertici dell’Azienda sanitaria anche il responsabile della protezione civile e del progetto grandi opere della Provincia autonoma.
Le strutture a rischio crollo sono l’edificio storico ed il blocco Ovest; non risultano a rischio invece il blocco Sud ed il padiglione Nord.
Nel dettaglio, l’edificio storico ospita i servizi di medicina generale, il day hospital, la cardiologia riabilitativa, il day surgery ortopedico chirurgico, l’endoscopia digestiva e la radiodiagnostica.

I giornali riportano alcuni dati dalla relazione tecnica: Il calcestruzzo prelevato nei solai  ha una bassa resistenza di 40 chilogrammi per centimetro quadrato (la legge ne richiede 250). Le pareti sopportano carichi effettivi pari all’80 per cento delle possibilità (per legge dovrebbe essere il 20 per cento ).  Alcuni solai appoggiano su pareti divisorie, realizzate con mattoni spessi 12 centimetri. Il tetto spinge sulle pareti laterali degli edifici, realizzate in pietra e mattoni.
Alcuni solai sono spessi solo 20 centimetri, di cui 10 di soletta, e realizzati con calcestruzzo scadente.
«Ci sono gravi errori di esecuzione»ha dichiarato alla stampa  l’ingegner Trentinaglia, dell’Azienda Sanitaria trentina “carenze nell’esecuzione di interventi sui solai realizzati a metà del Novecento”.

Documenti utili:

Il comunicato stampa Provincia Autonoma di Trento nr 163 del 26 gennaio 2010, che informa delle ragioni dell’evacuazione (mancano i dati tecnici riportati poi dai giornali, però)

Ordinanza del Presidente della Giunta Provinciale di Trento di evacuazione delle aree dell’ospedale dichiarate inidonee per ragioni strutturali di sicurezza

Dal sito web del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici il DM 14.1.2008 sulle Norme tecniche per le costruzioni, Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale nr. 29 del 4 febbraio 2008, Suppl. ordinario nr 30 (Notare che da anni esisteva un regime transitorio, che permetteva di adeguarsi entro giugno 2010, a seguito del sisma d’Abruzzo la data è stata spostata al 30 giugno 2009). Pertanto dal 1 luglio 2009 sono entrate in vigore procedure più rigide.

Galleria fotografica che mostra le condizioni della struttura

Il comunicato stampa di Legambiente


Commento: Legambiente, che da anni si occupa di sicurezza dell’edificato, ha chiesto subito dopo il terremoto d’Abruzzo che in Italia partisse una campagna di indagine sulla sicurezza degli edifici. L’esito della analisi effettuate a Mezzolombardo consente di dire che purtroppo era una richiesta motivata. Si dimostra che l’edilizia in Italia è stata di pessima qualità e che è necessario controllare tutti gli edifici, per evitare altre tragedie come quella siciliana di Favara di pochi giorni fa (un crollo con morti)  e come la tragedia del crollo per terremoto della Casa dello Studente dell’ Aquila, causato anche dalla mancanza di un pilastro, come hanno accertato i tecnici.  Bene ha fatto la Provincia ad evacuare subito, anche se i residenti protestano (paradossale) per il disagio. Quante altre indagini s0no state effettuate sulle strutture vecchie e quante sono in corso? Bisogna investire sulla sicurezza in edilizia, anche in Trentino. Meno soldi agli impianti di sci inutili (esempio collegamento Pinzolo-Campiglio, già stanziati 28 milioni di euro pubblici) e più soldi alla qualità del territorio (anche questo fa muovere l’economia).

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