Ricci e pipistrelli: come aiutarli

Ecco un sito e un centro recupero fantastici!

Dalla parte dei piccoli ricci e dei piccoli e utilissimi chirotteri (alias i pipistrelli)

Seguite il link e leggete

http://www.sosricci.it

Se trovate un riccio ferito oppure cucciolo (intorno ai 100/120 grammi) o che vaga di giorno prendetelo (usate i guanti per non ferire voi e perdere lui in malo modo), mettetelo in una scatola con acqua da bere e una borsa di acqua calda per evitare ipotermia e:

In attesa, effettuare sempre il primo soccorso:

  • mettere il riccio in un scatola alta, all’interno di una stanza,
  • non lasciarlo in giardino o peggio al sole,
  • se neonato (e fino a g 100 circa) mettergli una borsa d’acqua calda accanto o in mancanza una bottiglia di acqua calda (rischio di iportermia anche in estate!)
  • non lasciare in natura, anche nel dubbio, esemplari piccoli, che vagano di giorno o sera,
  • se si evidenzia la presenza di zecche  mettere qualche goccia di olio di oliva sulla cute e rimuoverle successivamente, con una pinzetta; eventualmente mettere sul dorso una goccia di Frontline per gattini (anche in presenza di pulci o acari),
  • se si rilevano uova di mosca (puntini grigio-biancastri) o larve (vermiformi), lavare con una soluzione di Betadine (1 parte) e acqua (2 parti).

Cosa mangia un cucciolo appena soccorso?

Se il peso é inferiore a g 130 circa, somministrare solo Esbilac ® (non sempre facilmente reperibile: farmacie, negozi per animali tipo Pet Discount oppure tramite corriere direttamente dai distributori di prodotti Chifa): non esistono sostituti del latte simili a questo.
Non utilizzare altri tipi di latte (in particolare non latte vaccino, neppure diluito, non surrogati di latte per altri animali o latte per bambini).

In attesa di Esbilac, in emergenza, si può usare, per un tempo breve (max un paio di giorni) latte di capra (recuperabile in quasi tutti i supermercati), che però non fa crescere l’animale, ma almeno, non provoca, di norma, intolleranze.

Esbilac va somministrato secondo lo schema presente sul sito (vai) o sul libro “Il riccio – ci sono anch’io” (vai).

Il riccio con occhi ancora chiusi necessita, dopo ogni pasto, di un delicato massaggio perianale, con la punta di un dito inumidita da olio di oliva o di mandorle, per stimolare l’evacuazione fecale ed urinaria.

Agli animali con peso superiore a g 120 va aggiunto, alla dieta, A.D. ® (di Hill’s), ogni 3 ore, con piccole porzioni di frutta a pezzettini.

L’acqua fresca non deve mai mancare, per uno spiccato rischio di disidratazione.

Contattare sempre il proprio veterinario, in particolare quando l’animale presenti ferite o appaia disidratato (aspetto di sacchetto sgonfio) o malato (poco vitale, non si chiude, barcolla, lo si incontra durante il giorno, …).

Riabilitazione?

Il riccio può essere riabilitato alla vita selvatica verso i g 700: il reinserimento in natura comporta un notevole calo ponderale (l’animale passa da una condizione di totale assistenza alimentare ad una, in cui l’approvvigionamento di cibo è solo parziale e l’esemplare deve cominciare a procacciarsi il cibo in autonomia e seppure in un’area protetta, dovrà cavarsela con le proprie forze).

Va sverminato intorno ai g 500, con prodotti per gattini (es. Milbemax giallo ®: 1\4 di compressa, da ripetere dopo 20 giorni), inoltre, va trattato con un antiparassitario, cosparso sul dorso (usare prodotti per gattini!).

Va lasciato in luoghi con punti fissi di acqua, con una casetta-rifugio (che sarà libero o no di utilizzare), in cui posizionare per alcuni giorni del cibo per gattini, vicino a cespugli con fiori che attirino gli insetti (loro cibo prioritario).
Giova ripetere che il riccio europeo è un animale selvatico e che pertanto non può essere detenuto, come animale da compagnia, con mezzi coercitivi (recinti, box, …), ma nulla vieta di offrire acqua, cibo, rifugio, in punti strategici, che l’animale sceglierà, secondo il proprio istinto, di utilizzare o meno.

Attenzione!

Non toccare i nidi di ricci con prole!     >>> La mamma quasi sempre abbandona immediatamente la cucciolata, se viene disturbata. O peggio si può assistere ad episodi di cannibalismo, se i riccetti vengono toccati con le  mani.

Se si devono spostare cataste di legna o effettuare lavori in giardini, orti, stalle e fienili, accertarsi, per quanto possibile, se vi siano tane di riccio con cuccioli; in caso positivo é meglio rimandare i lavori successivamente allo svezzamento e anzi portare nei pressi del nido acqua e cibo (i piccoli muoiono spesso per disidratazione oltre che per fame, data la carenza di insetti).

Centri di recupero animali selvatici

Rivolgersi alla Polizia Provinciale, al Corpo Forestale dello Stato, al proprio veterinario per avere informazioni sulla presenza del centro di recupero più vicino; si fornisce il collegamento ad un elenco, non esaustivo, ma ampio, di diversi centri di soccorso per animali selvatici, in tutta Italia.


Numerose telefonate ed e-mail a SOS Ricci, riferiscono di informazioni avute “in giro“, dove si consiglia di rimettere in libertà i piccoli cuccioli di riccio, perchè, tanto, la natura li aiuterà a crescere e sopravvivere!
NON é così
: la sorte dei lattanti (sic!) e dei piccoli adolescenti, perchè sono incapaci di procurarsi cibo autonomamente, inoltre la loro immediata debilitazione li fa vittime della miasi (deposizione di uova di mosca, con successiva trasformazione in larve, che “divorano vivi” i piccoli!).


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