Monte Zaccon: prime condanne, confermano le tesi di inquinamento illegale

La notizia: Sono arrivate in udienza preliminare le prime condanne e i patteggiamenti (annunciati) nella vicenda dello stoccaggio illegale di rifiuti pericolosi nella discarica del sito di Monte Zaccon, presso Marter, in Valsugana.

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Quattro degli indagati hanno deciso di percorrere la via del patteggiamento davanti al gup Carlo Ancona. Si tratta di Luca Bonomi (direttore della Ripristini Valsugana), Floriano Tomio (addetto agli scarichi e allo smaltimento dei rifiuti) , Annamaria Zaccherini e Gianbattista De Giovanni (la prima chimica, il secondo amministratore del laboratorio Ares di Calcinato(Bs), che effettuava le analisi taroccate). Bonomi ha patteggiato un anno e 5 mesi per il reato di traffico illecito di rifiuti. Tomio ha patteggiato per smaltimento illecito di rifiuti 4 mesi (poi convertiti) con derubricazione del reato.   Annamaria Zaccherini ha patteggiato un anno e 4 mesi per concorso in smaltimento illecito continuato e falso.  Ha infine patteggiato per traffico illecito di rifiuti e falso un anno e 4 mesi, Gianbattista De Giovanni.  Si sommano poi due oblazioni (denaro pagato come sostituzione della condanna penale) , quelle del padovano Christian Frelich e del mantovano Mauro Riccardi. Il primo era responsabile della sicurezza delle Acciaierie Venete di Padova che conferivano rifiuti in Valsugana, il secondo consigliere delegato della società di intermediazione Inergeco srl: entrambi hanno pagato 13 mila euro a testa per lo smaltimento illecito e altri 70 mila euro come risarcimento.

Parti civili: Il giudice ha ammesso la costituzione di parte civile della Provincia di Trento, dei comuni di Trento e Roncegno, del Wwf e dell’ordine dei chimici, cui ieri s’è aggiunta anche quella della Sativa(la società che conferiva parte dei rifiuti da smaltire). Ad esse, gli imputati che hanno patteggiato dovranno versare 4 mila euro per la refusione delle spese di costituzione. I risarcimenti, invece, saranno quantificati in sede civile. L’udienza è stata aggiornata a venerdì prossimo(26 marzo): Simone Gosetti, responsabile della Ripristini Valsugana considerato l’organizzatore del traffico, andrà a giudizio.

Polemica sui monitoraggi: Il perito della Procura Alessandro Iacucci è intervenuto  sulle dichiarazioni rese da  Presidente della Giunta di Trento Lorenzo Dellai alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti. Il presidente, in quella sede, aveva detto che Iacucci avrebbe applicato il metodo più rigoroso dei due esistenti nel rilevare gli elementi inquinanti. Iacucci ha risposto che si tratta di una affermazione «infondata, fuorviante e lesiva del lavoro svolto» perché «nessuna normativa sino ad oggi emanata in materia ambientale ambientale, sanitaria, agraria, alimentare e commerciale prevede metodi a diversa rigorosità».


Il commento: I patteggiamenti dimostrano che la Procura aveva ragione: l’inquinamento c’è stato e il laboratorio che effettuava le analisi ha taroccato i dati. Questo caso allarmante si somma ad altre recenti vicende, che sommate danno un quadro disarmante dei controlli e della situazione ambientale del Trentino. Negli ultimi tre / quattro anni ricordiamo la serie di eventi: danno al ghiacciaio della Marmolada a causa dei lavori di una strada sul ghiacciaio per costruire nuovi impianti di risalita, denunciati da Mountain Wildnerness e non scoperti dai controlli pubblici, furto di acqua e neve dai laghi glaciali in Presena per realizzare illecitamente neve artificiale, danni irreparabili alla cavità in Paganella denominata Bus del Giaz per la costruzione di una criticata nuova pista da sci, smaltimento illegale di rifiuti pericolosi nella discarica di Monte Zaccon (Valsugana), smaltimento illecito di apirolio (cancerogeno) nei terreni adiacenti alla ex fabbrica Europa Steel, gestione irregolare della discarica (di per se discutibile) di inerti presso Tenno, gestione irregolare della discarica di Sardagna, gestione irregolare dei terreni inquinati da idrocarburi della ex Star Oil, irregolarità nella gestione e nei controlli delle Acciaierie di Borgo Valsugana. Se a questo aggiungiamo che la Giunta provinciale continua a minimizzare, che chiunque muova delle critiche viene tacciato di essere un disfattista (vedi associazioni ambientaliste), che l’APPA e gli uffici della VIA sono depotenziati, che le stazioni della Forestale sono sguarnite per carenza di personale, che i Parchi naturali vedono i fondi ridotti, che per i biotopi non esiste una vigilanza specifica,  il quadro è grave. E grave è la scarsa consapevolezza di una situazione che sta peggiorando da parte del Consiglio Provinciale, dei Comuni trentini e della Giunta.

L’ultima chicca è il tentativo di depotenziare perfino il ruolo dei Guardiaparco (vedi articolo specifico, subito sotto questo su questo blog ).

I cittadini devono ribellarsi.

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