Pinzolo-Campiglio: le associazioni ambientaliste si appellano ai cittadini

Le associazioni ambientaliste Italia Nostra, Legambiente e WWf martedì 24 marzo hanno indetto una amara conferenza stampa per annunciare che in assenza di una chiara presa di posizione da parte della popolazione non adiranno le vie del TAR per fermare il collegamento sciistico fra Pinzolo e Madonna di Campiglio. Le associazioni (Italia Nostra e Legambiente, con l’appoggio solo morale del WWF) avevano infatti presentato in dicembre Ricorso straordinario al capo dello Stato, con motivazioni giuridiche e di carattere ambientale, per fermare il collegamento, che la Giunta Provinciale aveva deliberato definitivamente pochi mesi fa. Le ragioni giuridiche sono riassunte in questo efficace documento dell’Avvocato Silvia Zancanella, la brillante legale che abbiamo scelto (infatti io sono la Presidente di Legambiente Trento e una delle persone che ha contribuito a scrivere e motivare il Ricorso):

Il ricorso al Capo dello Stato proposto da Legambiente e Italia Nostra, contro la Provincia Autonoma di Trento, del Comune di Pinzolo e del Parco Adamello Brenta, chiede l’annullamento dei provvedimenti della PAT dell’agosto 2008 di definitiva valutazione di impatto ambientale del “Progetto di Mobilità integrata Pinzolo-Madonna di Campiglio”, redatto e proposto dal Comune di Pinzolo e del conseguente  -o megli o presupposto – provvedimento di modifica d’ufficio del Piano del Parco Adamello Brenta. La ragione del ricorso segue. le linee funiviarie di collegamento passeranno in una delle più belle zone delle Dolomiti di Brenta, aree di eccellenza ambientale e di straordinario pregio, nonché territorio del Parco Naturale Adamello Brenta, e ciò di certo non per la finalità manifesta di una “mobilità” ai fini generali, ma all’esclusivo fine di espansione degli impianti di sci e della relativa offerta turistica di piste. L’aggressione alle estese aree che verranno interessate al gigantesco intervento avviene mediante illegittimo allentamento e riduzione del vincolo di tutela ambientale, che fino ad oggi ha mantenuto sostanzialmente integra la Val Brenta. Due sono i fronti del ricorso: uno relativo alle modalità e alel norme con le quali la Giunta Provinciale è arrivata ad autorizzare l’intervento di irreversibile impatto, il secondo relativo alla grave violazione dei principi comunitari di tutela e sostenibilità ambientale.  Sul fronte delle norme provinciali, le due deliberazioni della Giunta Provinciale risultano concertate ed articolate secondo uno schema complessivo, finalizzato alla realizzazione degli impianti, pur se in assenza di definitiva approvazione del Piano del Parco e pur se in assenza del Piano Unitario. Vengono poi applicate norme transitorie che consentono di fatto ai Comuni di determinare la disciplina urbanistica anche dentro il Parco. La ricostruzione delle fonti normative e regolamentari poste a base dei provvedimenti è davvero singolare e curiosa, oltreché a nostro avviso, gravemente illegittima.

In sintesi: il Piano Urbanistico Provinciale variante 2000 prevede la possibile messa in rete dell’area sciabile di Pinzolo con quella di Campiglio ma pone le condizioni che “L’insieme delle previsioni avrà il supporto di un piano unitario e andrà sostenuto da un’intelligente politica gestionale del sistema per trane il massimo di utile anche in termini di mobilità”. Nelle more del ricorso avverso il primo collegamento, la Giunta Provinciale adotta la norma regolamentare di cui all’art. 3 del D.PP. nr 23-53/Leg. 30 dicembre 2005. Con tale disposizione la Giunta Provinciale inverte (letteralmente) l’obbligo stabilito dal PUP di un previo Piano Unitario. In tal modo una qualunque domanda di VIA una volta approvata, diviene non solo progetto di opera compatibile sotto il profilo ambientale, ma anche al contempo uno strumento urbanistico, capace di modificare il PRG del Comune di Pinzolo, un “atto generale” di pianificazione delle concessioni funiviarie e addirittura, un “atto generale” che si impone nelle aree di tutela ambientale e nelle aree a Parco. Ed effettivamente è in virtù di tale sfuggevole ed illegittima disposizione regolamentare, che sono state già previste notevoli varianti al sistema insediativo e rei infrastrutturali nel PRG di Pinzolo e sempre in virtù di tale norma è stato modificato ex officio il Piano del Parco Naturale Adamello Brenta, modificato anch’esso d’ufficio dalla Giunta Provinciale in virtù di norma sempre trnasitoria. La modifica del Piano del Parco ha determinato la trasformazione della attuale area B in area C, consentendo in sostanza gli interventi di realizzazione degli enormi impianti.

Evidente e incontestabile è la qualificazione dell’intervento: espansione degli impianti da sci e della relativa offerta turistica di piste e non certo mobilità generale, se di mobilità si tratta, questa infatti è solo degli sciatori, ai quali sarà concessa l’eccezionale fruizione di aree dolomitiche fino ad oggi risparmiate dall’industria dello sci, dell’edificazione e da altre opere dell’uomo. Gli interventi sacrificano inoltre ampi territori del Parco Naturale Adamello Brenta, incidono su tre SIC, due dei quali localizzati sul Gruppo dell’Adamello, mentre il terzo è individuato sul Gruppo di Brenta. Sono previste imponenti opere di disboscamento, movimenti terra, costruzioni murarie a servizio delle piste e del percorso funiviario e opere funiviarie (stazioni e funi) che intaccheranno bacini imbriferi delicatissimi oltre che di estrema bellezza. Interi versanti boschivi, ancora totalmente intatti, verranno incisi profondamente con odificazione del rilievo e della morfologia.  La valutazione d’impatto ambientale è stata effettuata per i singoli interventi (e sono molti) ma è mancata sotto i profili istruttorio e motivazionale la valutazione complessiva, la corretta qualificazione delle serie di opere e la comparazione degli interessi in gioco. Violati poi risultano le norme ed i principi comunitari in materia di tutela ambientale, riproponendosi in toto i motivi di censura della messa in mora da parte della Commissione europea, del 2006, relativa ai piani e progetti volti alla realizzazione delle infrastrutture sciistiche. Dopo l’intervento della Commissione il progetto è stato variato solo minimamente, con mere modifiche di alcuni tracciati e altri aggiustamenti di facciata che tuttavia non hanno nella sostanza modificato alcunchè. Gli interventi continuano a essere previsti dentro il Parco Naturale Adamello Brenta, dentro e in contiguità deiSsiti di Interesse Comunitario (SIC), dentro biotopi e dentro aree di tutela ambientale assoluta per legge. Altresì rilevanti le censure di violazione del Piano Generale di Utilizzazione delle Acque Pubbliche (P.G.U.A.P.) (D.P.R 15 febbraio 2006), poichè molti degli interventi progettati  risultano in contrasto con il PGUAp stesso. tra questi risulta palese e assolutamente ingiustificata  la violazione degli ambiti fluviali ecologici, individuati dal PGUAP e in particolare, proprio dove è stato previsto lo snodo di Plaza, area di straordinario interesse oltre che paesaggistico e ambientale, anche fluviale.Altro ambito fluviale ecologico compromesso è quello in località Magri. Non affrontato nel ricorso ma di prossima attualità, è il finanziamento delle opere e la scelta dei soggetti che saranno chiamati a fare la regia e ad eseguire i lavori.


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10 thoughts on “Pinzolo-Campiglio: le associazioni ambientaliste si appellano ai cittadini

  1. Ciao Maddalena,
    è terribile. Non sapevo di una discarica di inerti a Tenno (!!!).
    Appunto questo è il problema, chi ne è informato? I cittadini del paese non partecipano ma sono al corrente della gravità della situazone? I giornali locali (libere voci ?!?) ne parlano?
    Dopo il sequestro delle discariche di Marter ho l’impressione che si voglia sgonfiare tutto quanto il prima possibile. E io ho paura. Perché la mia mente fa libere associazioni e va a collegare tutto questo traffico a quello internazionale raccontato da Saviano… C’è la possibilità di infiltrazioni mafiose (in senso lato) secondo te?
    Comunque sia, il problema ambientale è allarmante. Che si può fare?

  2. Gentile forsenonstotroppebene,

    rispondo per punti
    1) la popolazione di Tenno non è stata coinvolta, però c’è un gruppo di persone e di consiglieri attenti e informati, è un buon punto di partenza
    2) I giornali locali ne hanno parlato: la stampa trentina tutto sommato resta abbastanza libera
    3) La possibilità di infiltrazioni mafiose non in senso lato ma diretto c’è: ai tempi della discarica di inerti che si voleva aprire nell’alveo del torrente Avisio (più di dieci anni fa), nel Comune di Capriana (val di Fiemme) era emerso che appunto la camorra voleva impadronirsi del sito (la discarica fu fermata da una coraggiosa cittadina: Renata Tavernar, aiutata da pochi ambientalisti e dalla sua famiglia.)
    4) Nel rapporto EcoMafia del 2007 Legambiente aveva segnalato alcuni casi di traffici illegali di rifiuti attraverso il Trentino: dal transito al conferimento il loco il passaggio è possibile.
    5) Che si può fare? Stare attenti, vigilare, creare cultura della partecipazione, discutere, ma anche aiutare gli amministratori nelle decisioni e nelle scelte difficili. Insomma, la cittadinanza attiva resta la unica valida azione da esercitarsi.
    Maddalena
    PS Io non sono in allarme: abbiamo strumenti e anticorpi, non ci serve la paura, ci serve lucidità, rigore, partecipazione.
    Roberto Saviano è ormai parte di me: la sua dignità è la dignità si una Nazione. L’uso che lui fa della lingua è l’uso della lingua della civiltà, della cittadinanza.

  3. Grazie Maddalena,
    i miei sospetti sono forti, sia in campo edilizio che dello smaltimento dei rifiuti, ma non sono una giornalista e reperire informazioni è difficile.
    Tutti hanno la convinzione che “qui da noi” non possono succedere certe cose.
    Sono convinta che se la gente ne prendesse atto gli anticorpi sarebbero abbastanza forti.
    Se serve lucidità, rigore, partecipazione, io ci sono.
    E’ stato un piacere “scoprirti”.

    P.S.
    Come avrai capito, ho sbagliato post! :)

  4. A che punto è il già progettato collegamento fra Pinzolo e Campiglio?
    A che punto sono i ricorsi delle associazioni ambientaliste?
    Mi chiedo se, in tutta l’area, gli impianti non siano già in numero più che sufficiente.
    A che serve un ulteriore collegamento se non a gravare ulteriormente su un territorio che invece avrebbe bisogno di valorizzare ulteriormente le sue strordinarie bellezze naturalistiche e paesaggistiche?
    Perchè in un parco o nelle sue immediata vicinanze è possibile costruire come se si trattasse di territorio privo di vincoli e di tutele?
    Il Trentino è frequentato per la sua natura e per le sue bellezze paesaggistiche. Mi dispiacerebbe molto se prevalesse una mentalità che considera la montagna solo come un territorio da sfruttare.
    Grazie per l’attenzione.
    Edo Melzi

  5. Italia Nostra, Legambiente e WWF hanno presentato in agosto un esposto alla Commissione Europea, Direzione Generale Ambiente, avverso le due delibere di Giunta provinciale di approvazione della VIA del progetto di collegamento e delle due delibere di Giunta provinciale che concedono alla Trentino Sviluppo la gestione come servizio pubblico degli impianti costruendi. Motivazioni: per l’approvazione della VIA: carenza istruttoria, variazione del Piano del Parco Adamello Brenta illegittima, scarsa valutazione d’incidenza: insomma gravi violazioni del Diritto Comunitario in merito alla Rete Natura 2000 come anche in merito alla disciplina comunitaria in merito agli aiuti di Stato.

  6. A distanza di qualche mese desideravo avere un aggiornamento sulla vicenda.
    A che punto siamo?

  7. Salve, i lavori di scavo della prima pista sono iniziati in estate 2009. Nessuna speranza di fermarli purtroppo. Nessuna notizia dalla Commissione Ambiente della Comunità europea in merito al nostro esposto.
    Maddalena

  8. Alcuni amici in vacanza a Sant’Antonio di Mavignola mi hanno parlato di lavori in corso nella splendida val Brenta, uno dei gioielli del parco.
    Mi piacerebbe sapere di che lavori si tratta e se il parco si sta muovendo per favorire la ricerca e la tutela in questa bellissima zona.
    Grazie per l’attenzione e a presto.
    Edo Melzi

  9. Mi scuso, vedo solo ora (in ottobre) questa domanda. Se leggerà anche la risposta (tardiva), ecco in estrema sintesi:

    I lavori di cui le hanno parlato sono la realizzazione del collegamento di impianti di risalita e pista da sci cosidetti “Pinzolo-Campiglio”.
    Le associazioni ambientaliste (io in testa!) hanno cercato per anni di fermare la realizzazione, che presenta un problema economico (non serviranno a granchè) e soprattutto che avranno un impatto ambientale e paesaggistico inaccettabile. Niente da fare, abbiamo perso i ricorsi legali e le persone che si dicevano contrarie (fra cui anche non pochi albergatori di Campiglio) non hanno avuto il coraggio di uscire allo scoperto.
    Addio splendida zona di Prà Gajard, addio ingresso della Val Brenta, offuscato da piloni.

    Maddalena

  10. La situazione è grave e meriterebbe ulteriori azioni. Tra l’altro, in un momento in cui gli sport invernali( e mi riferisco soprattutto allo sci da discesa) segnano il passo perchè ostinarsi a costruire impianti tanto invasivi?
    Lo sanno gli albergatori che la distruzione del paesaggio comporta, sulla distanza, un’ inevitabile contrazione turistica?
    E il parco-naturale Adamello-Brenta, uno dei gioielli delle Alpi, perchè non ha tutelato la val Brenta in modo più rigoroso?

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